La Commissione Europea ha ricevuto a fine settembre 2025 la risposta di Malta alla lettera di costituzione in mora, avviata nell’ambito della procedura di infrazione, riguardo la norma sul riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze dei tribunali stranieri in materia di gioco.
Attualmente, la Commissione sta analizzando le argomentazioni e le informazioni fornite dal governo maltese per valutare i passaggi successivi. Secondo l’articolo 258 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il prossimo passo potrà essere l’invio di un parere motivato, qualora la questione non venga risolta.
Lo ha sottolineato Michael McGrath, Commissioner Democracy, Justice, the Rule of Law and Consumer Protection, rispondendo a nome della Commissione Europea ad un’interrogazione presentata dall’europarlamentare Martin Schirdewan (The Left).
Interrogazione dell’europarlamentare Martin Schirdewan sulla normativa maltese in materia di gioco
Il 12 giugno 2023, il Parlamento maltese ha approvato il “Bill 55”, che ha inserito l’articolo 56A nel Malta Gaming Act. Questa norma stabilisce che le sentenze di tribunali stranieri, comprese quelle di altri Stati membri dell’UE, che contestano la legalità dei servizi di gioco offerti da società autorizzate a Malta, non devono essere riconosciute né eseguite nel Paese.
Impatto sulla normativa UE e violazioni del regolamento (UE) 1215/2012
Secondo l’europarlamentare Martin Schirdewan, questa disposizione potrebbe violare il diritto dell’Unione Europea, in particolare il regolamento (UE) 1215/2012, che garantisce il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze tra gli Stati membri. La normativa maltese, impedendo il riconoscimento delle sentenze straniere, potrebbe ostacolare la libera circolazione delle decisioni giudiziarie all’interno dell’UE.
Procedura di infrazione avviata da Bruxelles
A causa del mancato chiarimento delle autorità maltesi, la Commissione Europea ha formalmente avviato una procedura di infrazione il 18 giugno 2025, inviando a Malta una lettera di costituzione in mora. La Commissione continuerà a monitorare la situazione e deciderà se proseguire con un parere motivato o eventuali ulteriori azioni legali.
Domande poste dall’europarlamentare
L’interrogazione ha posto alcune domande chiave alla Commissione Europea:
- Qual è il prossimo passo previsto nell’ambito della procedura di infrazione e quando si prevede di adottarlo?
- Se si decidesse di emettere un parere motivato, su quali basi giuridiche si fonderebbe?
- La Commissione sta valutando di deferire la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea?
cdn/AGIMEG

