Polymarket continua a suscitare interesse e preoccupazione sia nel mondo politico sia in quello degli operatori autorizzati. La piattaforma statunitense di mercati predittivi è finita al centro dell’attenzione dopo l’accordo di sponsorizzazione con la SS Lazio e la partnership siglata con la Lega Serie A per il mercato statunitense.
Ma come funziona Polymarket? Andando sul sito polymarket.com/it, ovviamente in lingua italiana, si trova in alto il link “Come funziona”. Cliccando appare la prima immagine “Scegli un Polymarket“:
Dopo questa prima informazione, cliccando su “avanti” appare una seconda immagine “Piazza un’operazione“:
Cliccando su “avanti” viene presentata una terza immagine: “Riscuoti”
A questo punto la registrazione è facilissima e si completa in pochissimo tempo. Dopo pochi passaggi per la registrazione appare una immagine dove vengono specificati i paesi dove il trading non è disponibile:
Tra questi paesi c’è anche l’Italia. Ma se gli utenti italiani non possono avere accesso al trading, ci sarebbe da chiedersi perché spendere 22 milioni di dollari per mettere il logo Polymarket sulla maglia della S.S.Lazio. Misteri del marketing.
Ma cosa pensa chi ha provato ad utilizzarlo (con una semplicissima VPN si può avere accesso ed utilizzare Polymarekt senza problemi)? Trustpilot, importante piattaforma digitale che permette di aumentare la trasparenza e la fiducia reciproca tra acquirenti e brand prima di effettuare un acquisto, ha raccolto 533 recensioni su Polymarket. Di queste 474 (l’89%) sono tutte negative, proponendo 1 stella sulle 5 che invece rappresentano il massimo del gradimento.
Ecco una panoramica sull’impatto di Polymarket sul mercato italiano .
Dal blocco ADM alla decisione del TAR
Nell’ottobre 2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva oscurato Polymarket inserendola tra i siti di gioco privi di concessione italiana. Successivamente, dopo il ricorso presentato al TAR del Lazio, il provvedimento è stato parzialmente rivisto.
Dal 15 dicembre 2025 gli utenti italiani possono accedere alla piattaforma e consultare i mercati predittivi, ma non possono effettuare operazioni di trading o scommesse dal territorio italiano.
Secondo quanto evidenziato da Dagospia, tuttavia, il sistema sarebbe facilmente aggirabile attraverso l’utilizzo di VPN, che consentono di simulare una connessione da altri Paesi e accedere così alle funzionalità complete della piattaforma.
Sponsor della Lazio e il nodo Decreto Dignità
Il 18 aprile 2026 è stato annunciato l’accordo pluriennale tra Polymarket e la SS Lazio. La piattaforma è diventata main sponsor del club biancoceleste e “Official Fan Intelligence & Digital Insight Partner”, con presenza del brand sulle maglie da gioco.L’intesa, valida fino alla stagione 2027/2028 con opzione per il 2028/2029, avrebbe un valore superiore a 22 milioni di dollari più eventuali bonus.
Una piattaforma priva di concessione italiana è riuscita comunque a entrare nel calcio italiano attraverso una sponsorizzazione di primo piano, nonostante i vincoli introdotti dal Decreto Dignità sulla pubblicità del gioco.
L’accordo con la Serie A negli Stati Uniti
Il 14 maggio scorso è stata inoltre annunciata una partnership pluriennale tra Polymarket e la Lega Serie A valida per il mercato statunitense. L’intesa prevede che Polymarket diventi partner ufficiale ed esclusivo dei prediction market della Serie A negli Stati Uniti, con la possibilità di utilizzare loghi e marchi del campionato sulla propria piattaforma e accedere ai dati ufficiali della competizione.
Crypto, prediction market e controlli
Uno dei temi più delicati riguarda proprio l’utilizzo delle criptovalute. Polymarket opera infatti attraverso la stablecoin “USD Coin”, previa conversione dei fondi caricati dagli utenti. Ad oggi, la normativa italiana non prevede una disciplina specifica per i mercati predittivi basati su blockchain e criptovalute. Questo caso potrebbe aprire spazi a piattaforme che operano al di fuori dei tradizionali meccanismi di controllo previsti dal sistema concessorio italiano.
Il nodo riguarda soprattutto l’assenza di verifiche assimilabili a quelle richieste agli operatori autorizzati in Italia, oltre alla difficoltà di applicare i consueti strumenti di tutela e monitoraggio previsti nel comparto del gioco regolamentato. sb/AGIMEG













