Home Attualità Colombia, torna la tassa sui depositi nel gioco online: imposta al 16% per finanziare l’emergenza alluvioni

Colombia, torna la tassa sui depositi nel gioco online: imposta al 16% per finanziare l’emergenza alluvioni

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Il governo colombiano interviene nuovamente sul gioco online con un nuovo decreto d’emergenza che introduce un’imposta del 16% sui depositi dei giocatori presso gli operatori online autorizzati, anche esteri attivi sul mercato locale. La misura arriva dopo i precedenti tentativi bloccati dalle istituzioni e riporta il settore del gaming al centro delle politiche fiscali.

I precedenti del 2025 e il calo dei ricavi

Un intervento simile era stato adottato nel 2025, quando l’esecutivo aveva imposto una tassa del 19% sui depositi per far fronte alla crisi nella regione del Catatumbo.

Dopo l’entrata in vigore della misura, gli operatori avevano segnalato un calo marcato dell’attività online. Secondo le stime della Federazione colombiana degli imprenditori del gioco, i ricavi lordi del gioco erano scesi di circa il 30% nel giro di pochi mesi.

Le bocciature istituzionali

Il tentativo di rendere stabile quella tassa non era andato a buon fine. La proposta era stata respinta in Senato.

Successivamente, anche un decreto d’urgenza era stato sospeso dalla Corte costituzionale, che aveva sollevato dubbi sulla legittimità dell’intervento.

Gioco onlineGioco online

Il nuovo intervento del governo

Con il nuovo provvedimento, il governo colombiano torna quindi a utilizzare lo stesso strumento, questa volta per finanziare gli interventi legati alle alluvioni che hanno colpito diverse aree del Paese. La misura punta anche a contribuire al bilancio 2026 con risorse aggiuntive stimate in circa 8,6 trilioni di pesos. Nel decreto si sottolinea che misure fiscali adottate in situazioni di emergenza possono essere riproposte anche in contesti diversi.

Non è chiaro, tuttavia, se il nuovo intervento seguirà lo stesso percorso dei precedenti. Il tema della legittimità delle misure potrebbe tornare al centro del confronto, mentre gli operatori si preparano a fare i conti con un ulteriore aumento della pressione fiscale. pf/AGIMEG

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