Il governo della Colombia ha presentato una nuova riforma fiscale, la Ley de Financiamiento, con l’obiettivo di raccogliere circa 26 trilioni di pesos colombiani (circa 5,5 miliardi di euro) attraverso modifiche al codice tributario. Una delle disposizioni più rilevanti per il settore del gaming riguarda l’introduzione definitiva di un’IVA del 19% sulle scommesse online, che da misura temporanea diventa permanente.
La tassa, applicata in origine come misura straordinaria per fronteggiare la crisi della regione di Catatumbo a inizio 2025, potrà essere ora una fonte costante di gettito. Secondo il ministro delle Finanze e del Credito Pubblico, Germán Ávila Plazas, che ha presentato il testo al Congresso a nome del presidente Gustavo Petro, l’obiettivo è finanziare direttamente il bilancio nazionale del prossimo anno. Dal solo gioco online si prevede di raccogliere 1,6 trilioni di pesos (circa 342 milioni di euro).
La riforma introduce criteri precisi per il calcolo e la riscossione delle imposte sulle diverse tipologie di gioco:
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Slot machine nei casinò: 20 UVT (Unità di Valore Tributario) al mese;
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Giochi da tavolo nei casinò: 290 UVT al mese;
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Slot machine in esercizi non dedicati al gioco: 10 UVT al mese;
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Bingo: 3 UVT per ogni posto disponibile;
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Altri giochi localizzati: 10 UVT al mese.
Per il gioco online, la base imponibile sarà calcolata sui depositi effettuati dai giocatori, indipendentemente dal metodo di pagamento (contanti, bonifico, criptovalute). Saranno gli operatori delle piattaforme, locali o esteri, a dover versare l’imposta, che non farà parte della puntata ma sarà un obbligo fiscale separato.
La reazione del settore è stata prudente. Fecoljuegos, la Federazione colombiana degli imprenditori del gioco, ha espresso preoccupazione per la trasformazione in misura permanente dell’IVA al 19%. Secondo la federazione, infatti, la tassa si basa su una “base fittizia”, poiché colpisce i depositi anziché i ricavi o il volume d’affari degli operatori, rischiando così di alterare l’economia del comparto, gravare sugli operatori e scoraggiare i giocatori.
Il provvedimento dovrà ora essere discusso dal Congresso, dove si prevede un confronto acceso, visto il contesto politico polarizzato. Già nel 2024 un disegno di legge simile non era riuscito ad avanzare. Non è quindi scontato che la riforma venga approvata senza modifiche, anche per le forti pressioni provenienti dal settore. sm/AGIMEG









