La Polizia di Stato ha scoperto una presunta bisca clandestina all’interno di un circolo privato di Civitanova Marche, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria avviata dopo alcune segnalazioni. Il bilancio dell’operazione è di 11 persone denunciate per esercizio di gioco d’azzardo e una per resistenza a pubblico ufficiale.
L’intervento è stato eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile, insieme agli agenti della Divisione Amministrativa e Sociale e della Polizia Scientifica della Questura di Macerata. Le indagini erano state precedute da servizi di osservazione e pedinamento, che avevano documentato un costante afflusso di persone nel circolo, dal pomeriggio fino a tarda sera.
L’operazione
Al momento del controllo, alcuni avventori avrebbero tentato di impedire l’ingresso degli agenti bloccando il cancello di ferro posto a protezione dell’accesso. Una volta riportata la situazione alla calma, i poliziotti sono entrati nei locali, dotati di un sistema di videosorveglianza interna che consentiva di monitorare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.
In una stanza nascosta, protetta da due porte e con personale addetto all’apertura, sono state trovate 26 persone, italiane e straniere, di età compresa tra 50 e 75 anni. Alcune erano sedute intorno a un grande tavolo da gioco, sul quale erano presenti denaro contante e foglietti con l’indicazione delle puntate e delle somme giocate.

Secondo quanto accertato dalla Polizia, all’interno del circolo si praticavano i giochi della “Concia” e del “Trente-Quarante”, classificati tra i giochi proibiti nei locali pubblici italiani perché caratterizzati da una prevalente componente aleatoria e da finalità di lucro.
Gli agenti hanno proceduto al sequestro del denaro contante, della documentazione ritenuta utile a ricostruire l’attività illecita e dei mazzi di carte utilizzati. Dagli accertamenti è inoltre emersa la presenza di 17 persone con precedenti di polizia per diversi reati.
Nel corso del controllo sono state rilevate anche varie irregolarità amministrative, tra cui l’assenza della cartellonistica relativa alla videosorveglianza, violazioni in materia di sorvegliabilità interna, somministrazione di bevande a non soci, mancata esposizione del cartello di divieto di fumo e carenze nelle autorizzazioni previste. sm/AGIMEG

