Chiusure sale giochi, sale scommesse e sale bingo, Chiacchio (Pres. AGSI) ad Agimeg: “Da secondo lockdown danni economici enormi, si torna a colpire un settore già in grande sofferenza”

“Purtroppo questo secondo lockdown era nell’aria, ma è stata fatta gran confusione, si è chiuso tutto senza alcun criterio. Concordo pienamente con tutte le categorie imprenditoriali, che lamentano il fatto di aver fatto investimenti ed adottato protocolli sanitari per poi essere chiusi. Il Governo non capisce che quando prende queste decisioni drastiche, crea danni economici enormi”. Lo ha detto Pasquale Chiacchio, presidente dell’AGSI (Associazione Gestori Scommesse Italia) ad Agimeg, commentando il DPCM firmato nel weekend dal Premier Conte che chiude, tra le altre attività commerciali, anche le sale giochi, sale scommesse e bingo, da oggi fino al 24 novembre.
“Già dopo il primo lockdown di primavera abbiamo dovuto adottare tutti protocolli stabiliti per legge, evitando assembramenti nelle sale, obbligando i nostri clienti ad indossare la mascherina, disinfettare le mani e contingentando gli ingressi, per di più in Campania previa misurazione della temperatura, perdendo così il 40% del fatturato. Ora questo secondo lockdown è incomprensibile, ad oggi non vi sono evidenze che le sale scommesse o bingo siano focolai di contagio, in quanto rispettiamo protocolli più stringenti di altre attività, senza contare che possiamo contare su spazi ampi, come quelli di un’agenzia di scommessa o di una sala bingo, che permettono un distanziamento ottimale tra giocatore e giocatore. Ora – prosegue Chiacchio – vogliamo un confronto con la politica, per evitare che alla scadenza del mese di chiusura il Governo possa optare per una ulteriore proroga. Vogliamo un incontro serio, concreto, costruttivo e condiviso. Scegliere di chiudere tutto è stata la soluzione più semplice, ma si è andati a colpire attività già penalizzate in primavera e ancora in grande sofferenza. Gli addetti del settore hanno fatto investimenti, hanno famiglie da mandare avanti, affitti e bollette da pagare, lo Stato ha le risorse per indennizzare tutti quanti? Noi non possiamo trovarci chiusi dalla sera alla mattina, c’è gente che deve ancora ricevere la cassa integrazione da marzo”.
Il presidente AGSI ha detto di aver inviato alla politica “una richiesta per un incontro di confronto, per avere risposte serie, per avere provvedimenti che tutelino la salute pubblica, in quanto la nostra categoria rispetta le decisioni politiche ma anche la politica deve tener conto dei nostri investimenti, che spesso sono quelli di piccoli imprenditori, di famiglie che vivono di gioco legale. Perché continuare a penalizzare il nostro settore?”, ha concluso Chiacchio. cr/AGIMEG