Chicago, proposta per introdurre videogiochi a premi nei locali: scontro in consiglio comunale sul rischio per il casinò cittadino

Due ordinanze presentate al Consiglio comunale di Chicago propongono l’introduzione del videogioco a premi negli aeroporti O’Hare e Midway, e in seguito anche nei bar e ristoranti dell’intera città. L’obiettivo dichiarato è aumentare le entrate comunali evitando nuovi aumenti fiscali sulle famiglie.

Tuttavia, la misura ha subito incontrato la contrarietà dell’amministrazione municipale, preoccupata per un possibile impatto negativo sul nuovo casinò cittadino, ancora in fase di sviluppo.

La visione di Villegas: sfruttare il traffico passeggeri

L’assessore Gilbert Villegas, firmatario della proposta rivolta agli scali aeroportuali, ha spiegato che i terminal videogioco potrebbero rappresentare un’opportunità per attrarre entrate dalla grande affluenza di viaggiatori.

“L’Assemblea Generale ha già previsto questa possibilità nella legge sul casinò. Eppure non stiamo sfruttando i flussi di uno degli aeroporti più trafficati del Paese”, ha dichiarato Villegas, sottolineando che i ricavi potrebbero superare i 116 milioni di dollari all’anno (circa 109 milioni di euro) se 400 apparecchi generassero 800 dollari al giorno ciascuno.

Il suo piano prevede canoni per licenze e terminal: 10.000 dollari per sede, 1.000 per licenza terminale e 500 per ogni macchina.

L’espansione nei quartieri proposta da Beale

L’assessore Anthony Beale spinge invece per un ampliamento in tutta la città, legalizzando i terminal anche in locali e attività commerciali nei quartieri.

“Abbiamo bisogno di entrate, ma questa amministrazione non si è dimostrata disponibile a trovare nuove fonti che non pesino sui contribuenti,” ha affermato Beale.

La sua proposta prevede 500 dollari per licenza di sito e 1.000 per terminale, oltre a un invito alla giunta a negoziare con i legislatori statali per ottenere condizioni fiscali più favorevoli:
“Mi auguro che il deposito di queste ordinanze li convinca a inviare finalmente una delegazione a Springfield”, ha concluso.

I dubbi dell’amministrazione: entrate modeste e cannibalizzazione

Sul fronte opposto, la direzione finanziaria della città ha espresso scetticismo. A giugno, la responsabile Jill Jaworski ha citato uno studio da cui risulterebbero entrate annuali di soli 10 milioni di dollari (circa 9,3 milioni di euro) dal videogioco legale. Secondo la giunta, l’iniziativa rischia anche di drenare flussi dal casinò cittadino, dove l’imposizione fiscale sui terminali è quattro volte superiore.

Mercato sommerso ancora fuori controllo

A complicare la situazione è la diffusione di macchine non autorizzate nei quartieri. L’assessore William Hall, presidente della sottocommissione comunale sul bilancio, ha spiegato che prima di procedere con nuove aperture, la città dovrebbe affrontare il problema del mercato nero.

“Le sweepstakes machines sono in pratica apparecchi illegali, diffusi in molte zone senza alcun controllo”, ha dichiarato, stimando che oltre 3.800 terminali legali potrebbero essere installati dopo un’azione di bonifica.

Prossimi sviluppi

Una nuova udienza sulle due ordinanze è attesa per la prossima settimana. Il confronto resterà aperto tra chi vede nel videogioco una risorsa fiscale e chi teme ricadute economiche, politiche e sociali. ng/AGIMEG