Il Tribunale del Riesame di Viterbo ha annullato il sequestro probatorio disposto nell’ambito di un’indagine per presunta raccolta abusiva di scommesse, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti.
L’ordinanza, emessa il 17 luglio 2025, riguarda un esercizio commerciale situato a Blera, il cui titolare era stato denunciato per la presunta violazione dell’articolo 4 della Legge n. 401 del 1989, norma che disciplina i reati connessi all’organizzazione e alla raccolta abusiva di scommesse.
Il sequestro
Nel corso delle indagini erano stati sequestrati diversi beni ritenuti utili all’accertamento dei fatti, tra cui computer collegati a piattaforme di gioco online e materiale cartaceo, come ricevute e ticket relativi alle scommesse. Inoltre, il centro operava anche come Punto Vendita Ricariche.
A seguito del ricorso della difesa, il Tribunale del Riesame ha però disposto l’annullamento del provvedimento, ordinando la restituzione di tutto il materiale sequestrato.
Le motivazioni del Tribunale
Secondo quanto emerge dall’ordinanza, il provvedimento di sequestro presentava profili di insufficiente motivazione. In particolare, il Tribunale avrebbe rilevato carenze sia nella giustificazione della misura cautelare sia nella descrizione degli elementi idonei a delineare il presunto reato, ritenuti privi di un adeguato supporto motivazionale. Una decisione che, almeno in questa fase del procedimento, ridimensiona l’impianto accusatorio sul quale era stato fondato il sequestro probatorio.
Le dichiarazioni della difesa

L’avvocato Marco Ripamonti, difensore dell’indagato insieme al collega Riccardo Ripamonti, ha commentato favorevolmente la decisione del Tribunale: “Abbiamo eccepito al Tribunale del Riesame la carenza dei presupposti motivazionali del sequestro, evidenziando inoltre come il mio assistito fosse pienamente autorizzato, mediante contratti stipulati con due concessionari del gioco online, a svolgere le attività contestate. Si trattava delle ordinarie operazioni tipiche dei punti di ricarica, quali la ricarica dei conti di gioco e la messa a disposizione di computer per la libera navigazione, attività per le quali era regolarmente abilitato.”
Il legale ha inoltre annunciato che sarà depositata una memoria illustrativa presso la Procura della Repubblica competente: “Confidiamo nell’operato della Procura della Repubblica, alla quale trasmetteremo a breve una memoria illustrativa affinché ogni equivoco da cui è scaturita l’operazione possa essere definitivamente chiarito”. lb/AGIMEG

