Home Attualità Castelvetrano, corse clandestine di cavalli: emesse cinque misure cautelari

Castelvetrano, corse clandestine di cavalli: emesse cinque misure cautelari

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Un’indagine su un’associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione e alla promozione di corse clandestine di cavalli in aree rurali del comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani, ha portato all’emissione di cinque misure cautelari. Il provvedimento, disposto dal Gip del Tribunale di Marsala su richiesta della Procura, prevede un divieto di dimora in Sicilia e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli indagati, tutti cittadini italiani, sono gravemente indiziati, a vario titolo, di aver promosso e preso parte a un’organizzazione che avrebbe gestito competizioni non autorizzate in località Triscina, utilizzando un’area privata adibita a ippodromo abusivo.

La ricostruzione dell’indagine

L’indagine è partita da una segnalazione presentata da un’associazione ambientalista alla Procura di Marsala nel febbraio 2024 ed è proseguita fino al luglio 2025. Gli accertamenti sono stati condotti attraverso telecamere, analisi forensi dei telefoni cellulari degli indagati e verifiche di laboratorio svolte con il supporto del Servizio veterinario dell’Asp e del Nucleo Cites del Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri di Palermo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione delle corse sarebbe avvenuta tramite un’applicazione di messaggistica, utilizzata per raccogliere le adesioni di fantini e scuderie, calendarizzare gli eventi, comunicare batterie e posizioni di partenza e diffondere i video delle gare.

Dalle verifiche sarebbero emersi anche maltrattamenti nei confronti dei cavalli, sia nelle modalità di allevamento e allenamento sia attraverso la somministrazione di sostanze dopanti vietate, finalizzate ad aumentarne le prestazioni. In un’occasione, durante una competizione, un cavallo avrebbe riportato la frattura di una gamba.

Oltre ai cinque destinatari delle misure cautelari, l’attività investigativa ha portato all’iscrizione nel procedimento di altri sette soggetti, anche provenienti da altre zone della Sicilia, ritenuti coinvolti come proprietari dei cavalli o fantini nelle gare non autorizzate. Le indagini preliminari sono ancora in corso. sm/AGIMEG

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