La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contro un uomo titolare di un esercizio con apparecchi da gioco irregolari, confermando la decisione della Corte d’Appello di Milano che aveva inquadrato come meno grave l’illecito, con una sanzione di 12.000 euro e senza chiusura dell’esercizio.
La vicenda nasce dall’ordinanza-ingiunzione di ADM Lombardia n. 84516/2021, con cui era stata disposta la confisca e la distruzione di tre apparecchi e ordinata la chiusura del locale per 30 giorni, oltre a una sanzione pecuniaria di 30.000 euro. L’opposizione proposta dall’esercente era stata accolta in primo grado dal Tribunale di Milano per insufficiente enunciazione della fattispecie illecita. In appello, la Corte milanese aveva però ritenuto valida la contestazione, ma aveva riqualificato la violazione (fattispecie meno grave), riducendo la sanzione a 12.000 euro ed escludendo la chiusura del locale.

ADM ha quindi proposto ricorso per cassazione sostenendo che la mancanza del guscio protettivo della scheda del sistema interno/esterno di tre apparecchi da gioco non fosse una semplice violazione di regolamentazione secondaria e che prevedesse sanzioni più pesanti per apparecchi manomessi o non conformi ai requisiti fondamentali di legge.
La Suprema Corte ha respinto questa impostazione, ricostruendo la struttura dell’art. 110 TULPS e distinguendo tra le caratteristiche essenziali degli apparecchi da gioco e le prescrizioni contenute nelle disposizioni attuative e nei provvedimenti amministrativi di dettaglio. Secondo la Cassazione, la lettera c) del comma 9 continua ad applicarsi a chi distribuisce, installa o utilizza apparecchi non conformi alle caratteristiche e prescrizioni previste dai commi 6 e 7 o dalle relative norme attuative, con un regime sanzionatorio meno severo. La lettera f-quater), invece, è riservata alle ipotesi più gravi, legate a manomissioni, alterazioni o sistemi che eludano la rete di controllo e i requisiti essenziali fissati dalla legge.
Nel caso specifico, la “mancanza del guscio protettivo della scheda del sistema interno/esterno” è stata considerata una violazione di livello regolamentare e non un’alterazione strutturale tale da incidere sulle caratteristiche fondamentali degli apparecchi da gioco. Da ciò discende la correttezza della riqualificazione operata dalla Corte d’Appello di Milano. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso principale di ADM, dichiarando assorbito il ricorso incidentale condizionato proposto. sm/AGIMEG

