Caso scommesse nel ping pong inglese: quattro squalificati per un totale di 13 anni

Un collegio indipendente di appello di Table Tennis England ha in parte accolto i ricorsi presentati da quattro tesserati coinvolti in un caso di corruzione legata alle scommesse nel ping pong, confermando però pesanti periodi di sospensione dall’attività. Il panel ha chiarito che il semplice fatto di puntare su un risultato già “aggiustato” non rende automaticamente un soggetto partecipe del match-fixing, ma resta comunque una violazione grave delle norme anti-corruzione.

Le sospensioni, ricalibrate rispetto alla prima decisione disciplinare di marzo 2025, risultano ora così confermate: cinque anni per Luke Savill (fino all’8 maggio 2026), quattro anni per Darius Knight (fino al 7 marzo 2029) e due anni ciascuno per Joseph Langham-Ferreira e Kazeem Adeleke (entrambi fino al 7 marzo 2027). Durante il periodo di squalifica, i giocatori non potranno prendere parte ad alcuna attività legata al tennistavolo sotto l’egida di Table Tennis England: né giocare, né allenare, né arbitrare, né svolgere ruoli organizzativi, né assistere a eventi.

L’inchiesta è nata da una segnalazione dell’unità d’intelligence sulle scommesse sportive della Gambling Commission britannica, relativa a un elevato volume di giocate anomale su incontri disputati in Ucraina nel 2020 e collegati a conti di scommesse britannici. Il procedimento è stato inoltre connesso a un noto caso penale in Australia, che ha coinvolto l’ex nazionale Adam Green, reo confesso per oltre 1.100 scommesse su incontri truccati in Ucraina.

L’indagine, condotta in collaborazione con la Sports Betting Intelligence Unit, la Federazione internazionale (ITTF) e consulenti specializzati, ha portato a contestare ai quattro tesserati una serie di violazioni delle norme di Table Tennis England. Savill è risultato aver scommesso sul tennistavolo con Adam Green e altri, aver usato e passato informazioni privilegiate su partite che sarebbero state truccate e non aver collaborato all’indagine. Knight è stato ritenuto responsabile di aver condiviso informazioni su match che sarebbero stati manipolati con una rete di scommettitori, di aver puntato sui risultati degli incontri e di aver occultato elementi rilevanti agli inquirenti. Langham-Ferreira e Adeleke sono stati riconosciuti colpevoli di aver scommesso sui risultati di partite di tennistavolo utilizzando i propri conti.

Le norme anti-corruzione di Table Tennis England vietano ai tesserati qualsiasi forma di scommessa sul tennistavolo, comprese puntate su incontri del proprio sport disputati altrove o da altri giocatori. La disciplina interna prevede inoltre che “prendere parte a qualsiasi forma di betting sul tennistavolo” costituisca violazione disciplinare.

Kevin Carpenter, Head of Integrity dell’ITTF e responsabile dell’unità indipendente per l’integrità, ha definito il caso “una vera e propria cospirazione internazionale” che ha coinvolto tanto la giustizia sportiva quanto quella penale in più giurisdizioni. Carpenter ha sottolineato come la tutela dell’integrità nel tennistavolo possa essere garantita solo attraverso una stretta collaborazione tra federazioni nazionali, ITTF e autorità esterne, elogiando l’impegno di Table Tennis England nel mantenere lo sport “corretto, sicuro e pulito”. sm/AGIMEG