Oltre 320 anni di reclusione complessivi: è questa la richiesta avanzata al termine della requisitoria nei confronti di 24 presunti esponenti del clan Picca-Di Martino, attivo tra Teverola, Carinaro e altri comuni dell’agro aversano, in provincia di Caserta.

Le contestazioni spaziano dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a una lunga serie di episodi estorsivi. Secondo l’accusa il gruppo, inoltre, avrebbe imposto il proprio controllo sul business delle slot machine installate nei locali della zona e sulle attività legate al settore funebre, il cosiddetto “caro estinto”.
Il procedimento nasce da un giudizio immediato disposto dal gip Rosaria Maria Aufiero; tutti gli imputati hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Dopo le richieste della pubblica accusa, la parola passa ora alla difesa. sm/AGIMEG

