Sono dati, quelli pubblicati in anteprima da Agimeg sul calo nel 2025 della raccolta, spesa ed Erario nel settore delle awp e delle vlt, che hanno confermato le importanti problematiche che fa tempo sta vivendo il settore.
Nell’anno appena trascorso, il mercato degli apparecchi ha fatto registrare una raccolta di 31,4 miliardi di euro, un dato in calo del -3,8% rispetto al 2024 quando gli incassi erano stati di 32,6 miliardi di euro. Si tratta del valore più basso in assoluto degli ultimi 15 anni.
Ma non è un caso isolato. Il calo della raccolta appare purtroppo una costante consolidata da molti anni. Sono infatti ben 9 anni, escludendo ovviamente il 2020 ed il 2021 anni della pandemia, che awp e vlt registrano una diminuzione della raccolta. Ovviamente va di pari passo la spesa (dato ottenuta dalla raccolta meno le vincite) reale dei giocatori.
Nel 2024 era stata di 8,2 miliardi di euro, lo scorso anno di 7,9 miliardi di euro. Anche in questo caso si tratta del dato più basso, sempre al netto del periodo pandemico, degli ultimi 15 anni. Un calo che non colpisce solo gli operatori ma anche l’Erario.
Nel 2025 nelle casse dello Stato sono finiti 5 miliardi di euro, le entrate più basse degli ultimi 10 anni. Su come leggere in maniera approfondita questi dati e sugli interventi più urgenti per il rilancio del settore, è intervenuto, in una esclusiva intervista rilasciata ad Agineg, Emmanuele Cangianelli, Presidente EGP FIPE, delegato per i giochi pubblici FIPE Confcommercio.
L’intervista ad Agimeg
Come valutate i dati sulla raccolta di AWP e VLT nel 2025?
Quello che vediamo nei preconsuntivi riassunti anche da Agimeg ci preoccupa parecchio, come ripetiamo da almeno un paio d’anni. La raccolta e il gettito sono in calo, ed è un segnale chiaro: le politiche pubbliche nazionali e territoriali degli ultimi anni su AWP e VLT proprio non hanno funzionato.
Qual è stata la strategia che ha fallito finora?
L’approccio è stato semplicistico e frequentemente demagogico: ridurre il numero di apparecchi e soprattutto abbassare il payout al minimo rispetto agli altri prodotti in concessione, coinvolgendo soprattutto le AWP.
Il risultato? Esattamente l’opposto di quello che si pretendeva di ottenere. Le entrate dello Stato sono calate – tra l’altro l’Ufficio Parlamentare di Bilancio lo aveva previsto già nel 2018 con una analisi chiaramente indipendente – e si è alterata la concorrenza tra i prodotti, anche legali, spostando la domanda senza però ridurre né il gioco patologico né l’illegalità, come emerge chiaramente dai dati CNR e dalle ripetute azioni di contrasto alle offerte illegali condotte da ADM con le Forze dell’ordine. Anzi, il mercato nero si è rafforzato, sfruttando sia le tecnologie AWP ormai obsolete che la pervasività delle piattaforme online.
Quale sarebbe invece la strada giusta da percorrere?
Servono strumenti qualitativi, non quantitativi. Basta con la logica superficiale del “meno apparecchi uguale meno gioco”. Le tecnologie esistono già: controlli comportamentali in tempo reale, limiti personalizzati, alert dinamici che avvisano il giocatore, pause obbligatorie sul terminale e autoesclusione facilitata. Questi sono gli strumenti che posso fare davvero la differenza, peraltro agendo sulla consapevolezza dei giocatori.
Questi strumenti andrebbero applicati solo ad AWP e VLT?
Assolutamente no, ed è questo un punto cruciale. Se vogliamo davvero alzare il livello di protezione, le regole devono valere, con le opportune differenze di fruizione, per tutti i prodotti di gioco legale. Serve il coraggio politico di valorizzare le qualità del gioco legale e sviluppare gli stessi standard ovunque. Altrimenti si perpetuano solo discriminazioni tra prodotti, lasciando scoperte intere aree da soluzioni efficaci di prevenzione, anche del gioco minorile.
Concretamente, da dove si dovrebbe partire?
Dalla sempre più urgente azione di riordino legislativo, indicata dal Parlamento fin dall’estate 2023 e tentata da almeno 10 anni prima; in essa, dall’innovazione tecnologica combinata con la qualificazione certificata dei punti vendita e del personale. Per gli apparecchi in particolare, abbiamo un’infrastruttura telematica – il cuore del sistema concessorio – che fu progettata oltre 20 anni fa proprio per essere adattabile. È ora di sfruttarla davvero!
È prioritario creare un sistema equilibrato che massimizzi sinergicamente tre obiettivi insieme, a livello di intero sistema delle concessioni di giochi pubblici: legalità, tutela dei giocatori vulnerabili e gettito sostenibile. E soprattutto, dobbiamo tornare a valorizzare l’azione delle filiere in concessione per ridurre lo spazio all’offerta illegale, che punta proprio ai giocatori compulsivi sottraendo risorse sia a loro che all’economia legale. lp/AGIMEG










