“Quali urgenti iniziative si intende porre in campo per la salvaguardia dell’ippodromo delle Capannelle a Roma, al fine di scongiurare la crisi irreversibile dell’ippica a Roma?”. E’ questo il quesito rivolto dal deputato Battilocchio al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Ippodromo di Capannelle Roma: crisi e future prospettive per l’impianto
“L’Ippodromo romano delle Capannello, vera e propria istituzione sportiva di caratura internazionale sin dalla sua costruzione, è stato al centro negli ultimi decenni di numerose vicende relative a crisi settoriali e cambiamenti nella gestione. Tuttavia in questi mesi la situazione si è aggravata al punto da mettere in discussione l’operatività dell’impianto.
Dopo l’abbandono della società Hippogroup, il comune di Roma non ha ancora trovato delle società in grado di subentrare con adeguate garanzie. La società Marsicana che aveva vinto il bando per la gestione temporanea a fine dicembre, il 9 febbraio 2026 poi ha deciso di non firmare. Da dicembre 2025 le corse sono interrotte e il comune di Roma, che svolge una attività di gestione temporanea, ha comunicato al Ministero per l’impianto sarà pronto a settembre, e la programmazione prevede lo svolgimento di metà del calendario e di diverse corse internazionali”, ha sottolineato il deputato FI nelle premesse di un’interrogazione presentata alla Camera.
Il futuro dell’ippica a Roma in pericolo
“Il comune accusa la società uscente, che dal 2013 pagava un affitto ridotto da 2 milioni di euro a 66.000 euro l’anno, di non aver realizzato gli investimenti promessi. Il comune ha dichiarato che il vecchio gestore si è portato via strumentazioni funzionali al proseguimento dell’attività: la manutenzione è inesistente, le piste devono essere rifatte, le staccionate sono manomesse, l’impianto di irrigazione è spezzato e la sala monitor è stata smantellata. L’Amministrazione della Capitale sta compilando una lista dei danni per rivolgersi alle autorità competenti appena il quadro sarà completo.
Davanti a questo scenario numerosi operatori stanno valutando l’abbandono delle attività in loco e il trasferimento delle proprie strutture e delle proprie competenze fuori dall’Italia. Tale eventualità si rivelerebbe irreversibile, determinando nei fatti la fine dell’ippica romana e vanificando qualsiasi ipotesi di medio periodo”, aggiunge.
Situazione lavorativa e scommesse settore ippico
“Desta preoccupazione il destino dei 29 dipendenti a tempo indeterminato, per i quali si parla di un assorbimento in Zètema, l’azienda strumentale capitolina che opera nel settore cultura;
tutto ciò accade in un quadro in cui si registra un significativo incremento delle scommesse ippiche. I dati di febbraio 2026 mostrano un aumento del 19,83 per cento rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato importante, soprattutto considerando le difficoltà di programmazione dovute alla situazione incerta di alcuni ippodromi italiani. Nonostante i campi ridotti, il movimento non ha rallentato”, continua.
La sfida dell’ippica a Roma
“L’Associazione nazionale galoppo ribadisce come Capannelle rappresenti un pilastro imprescindibile per il galoppo nazionale e internazionale e come non si possa in alcun modo sottostimare la portata di una sua chiusura, anche solo temporanea;
la chiarezza degli obiettivi del comune di Roma è basilare per consentire al Ministero di riprogrammare l’attività su altri ippodromi garantendo sia contiguità territoriale sia salvaguardia del percorso selettivo. Occorre verificare, a giudizio dell’interrogante, se la strategia del sindaco Gualtieri e dell’assessore Onorato non si riveli fatale per tutta l’ippica della Capitale”, conclude. cdn/AGIMEG










