Home Attualità Bulgaria, progetto di legge per vietare la pubblicità del gioco: chiesta all’UE la procedura d’urgenza

Bulgaria, progetto di legge per vietare la pubblicità del gioco: chiesta all’UE la procedura d’urgenza

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La Bulgaria ha inviato alla Commissione europea una nuova notifica sul divieto di pubblicità del gioco, comprese le scommesse online, contenuto nel progetto di legge di modifica della legge sul gioco. Il governo bulgaro ha chiesto di applicare la procedura d’urgenza. Il testo completo del provvedimento era già stato trasmesso a Bruxelles con una precedente notifica.

Il progetto, che arriva dal ministero delle Finanze, punta a ridurre in modo sostanziale la presenza della pubblicità del gioco negli spazi pubblici e nell’ambiente digitale. Tra gli obiettivi indicati c’è l’eliminazione degli effetti dannosi della pubblicità e della promozione dei giochi e degli organizzatori di gioco, compresi i loro segni distintivi.

Secondo il governo, la misura risponde all’esigenza di tutelare la salute pubblica e di prevenire la dipendenza, limitando l’impatto del gioco sui minori e assicurando un controllo efficace sull’offerta e sulla promozione dei giochi. Il progetto punta inoltre a coinvolgere di più gli organizzatori nel contenere le conseguenze negative del gioco sulla società.

La pubblicità, si legge nel documento, amplifica i rischi del gioco perché attira nuovi giocatori e spinge a giocare di nuovo. Allo stesso tempo alimenta l’idea di una vincita facile e presenta il gioco come una normale forma di svago e di successo economico.

Il governo si sofferma in particolare sulle scommesse online. A differenza del gioco nelle sale e nei casinò, che richiede di recarsi fisicamente sul posto, i servizi online si possono usare in ogni momento e da diversi dispositivi, senza alcun contatto fisico diretto con l’operatore. I messaggi pubblicitari raggiungono gli utenti attraverso siti internet, social network, media elettronici e altri canali digitali, anche quando non stanno cercando informazioni sul gioco.

Bulgaria, i giovani fino a 30 anni rappresentano il 79,4% degli iscritti al registro delle persone vulnerabili

A sostegno della misura, il governo cita i dati del registro delle persone vulnerabili tenuto dall’Agenzia nazionale delle entrate, in cui si iscrive chi ritiene di avere un problema con il gioco. A fine settembre 2026 risultavano iscritte 46.318 persone.

Di queste, 18.892 hanno fino a 24 anni: tra loro 6.856 non superano i 20 anni. Altre 17.910 hanno tra i 25 e i 30 anni. I giovani fino a 30 anni rappresentano così il 79,4% degli iscritti.

Per il governo il ricorso sempre più frequente all’autoesclusione è un segnale serio della portata del problema. Servono quindi misure di prevenzione che proteggano i giovani prima che il gioco si trasformi in una dipendenza con conseguenze di lungo periodo sulla loro vita.

Il documento richiama anche il peso di internet e dei social network nella vita quotidiana dei ragazzi. La diffusione incontrollata della pubblicità, anche attraverso influencer e personaggi popolari del web, rischia di rendere normale il gioco e di farlo passare come una scorciatoia per guadagnare in fretta.

Scommesse online, Sofia chiede la procedura d’urgenza per tutelare i minori

Il divieto di pubblicità delle scommesse online, spiega il governo, ridurrà le occasioni in cui i minorenni vengono esposti a messaggi che presentano il gioco in modo manipolatorio come un modo semplice per ottenere grandi somme. Questi messaggi, secondo l’esecutivo, non illustrano in modo adeguato i rischi reali di perdite economiche, di dipendenza e di gravi conseguenze personali e familiari.

Proprio la tutela dei minori giustifica per Sofia il ricorso alla procedura d’urgenza. Il diritto dell’Unione consente infatti, in determinate circostanze, di adottare con un iter speciale misure indifferibili sui servizi online quando occorre proteggere un interesse pubblico di particolare peso.

Il governo esclude che il divieto sia una restrizione fine a se stessa all’offerta di servizi. Si tratta, secondo l’esecutivo, di una misura di protezione mirata contro i rischi legati alla crescita del mercato del gioco online e alla diffusione dei messaggi pubblicitari in rete. Questi messaggi possono incidere sulla salute pubblica, sull’ordine pubblico e in particolare sui minori, la fascia più esposta alla dipendenza.

Una protezione efficace, sostiene il governo, non può affidarsi soltanto alle avvertenze sui rischi, alla semplice informazione dei consumatori o agli interventi sui danni già prodotti. Se è la pubblicità stessa ad avvicinare le persone al gioco, la prevenzione deve agire anche sui meccanismi che producono questo effetto. Per questo l’esecutivo chiede che il divieto venga valutato alla luce della sua funzione di tutela, dell’interesse pubblico perseguito e della necessità di applicarlo in modo efficace. fp/AGIMEG

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