Home Attualità Bruscolotti (Vicepres. AGSI) ad Agimeg: “Bisognerebbe riequilibrare le disparità di trattamento normativo che ci sono tra gioco online e fisico”

Bruscolotti (Vicepres. AGSI) ad Agimeg: “Bisognerebbe riequilibrare le disparità di trattamento normativo che ci sono tra gioco online e fisico”

Peppe Bruscolotti, ex capitano Napoli (vinto scudetto 1987) e vicepresidente AGSIPeppe Bruscolotti, ex capitano Napoli (vinto scudetto 1987) e vicepresidente AGSI

Le agenzie hanno dei limiti orari, non vedo perché certe disposizioni non debbano essere estese anche al gioco online“. È da questa disparità di trattamento che iniziano le riflessioni di Giuseppe Bruscolotti, ex calciatore e vicepresidente dell’AGSI, l’associazione che oggi ha organizzato a Napoli il convegno “Giochi legali: la lentezza delle riforme, ritardi e danni”. L’ex capitano del Napoli è stato raggiunto da Agimeg per commentare i lavori del giorno, a cui Bruscolotti non ha potuto partecipare per motivi personali.

Da quale aspetto dovrebbe partire la riforma del gioco fisico?
“Non credo ci sia un punto di partenza specifico. Serve un ripensamento profondo che parta dalle basi, come tutte le cose. Bisogna riformare e intervenire senza la paura di rivedere l’intero sistema. Il fulcro di tutto è la legalità e come viene declinata nelle attività quotidiane. È innegabile che noi gestori possiamo garantirla nel servizio, soprattutto per quanto riguarda la tutela del giocatore. L’online inevitabilmente offre maggiori spiragli per il mercato illegale, potenzialmente un utente può restare tutto il giorno a scommettere e questa possibilità di per sé favorisce la ludopatia. Dunque, così come le agenzie hanno dei limiti orari, dovrebbe averlo anche il settore a distanza”.

Convegno AGSIConvegno AGSI

I limiti di orari e quelli geografici imposti dall’individuazione dei luoghi sensibili sono stati spesso oggetto di critica da parte degli esercenti. Che idea ha al riguardo?
“Restiamo sui fatti: abbiamo sempre garantito l’applicazione delle leggi, qualsiasi esse fossero, per offrire il servizio migliore nelle agenzie. Da questo punto di vista siamo dei modelli da seguire, se si parla di legalità abbiamo sempre dato il nostro apporto e sono in prima linea. E non da adesso, ma da sempre”.

Dai lavori del convegno, gli esponenti della politica hanno suggerito una confederazione delle associazioni del settore per dare ancor più peso alle proposte di riforma. A suo avviso, come mai non è stato ancora compiuto questo passo?
“Non penso che sia lì il nocciolo della questione, perché ci sono tante società che hanno gli stessi interessi e lo fanno presente. Ci vorrebbero, piuttosto, delle leggi specifiche promosse dallo Stato per stabilire le direttive adeguate”.

Anche la frammentazione normativa, tra Stato, Regioni e Comuni, non favorisce il comparto.
“Sono d’accordo, inevitabilmente il sistema diventa più confusionario e il cliente spesso non è a conoscenza delle leggi vigenti. Più che in termini di legislazioni, il territorio andrebbe valorizzato indagando e conoscendolo, così da comprendere meglio le necessità. Il gioco fisico è troppo spesso associato alla ludopatia, ma il problema non sono le agenzie”.

Cosa intende?
“Non è assolutamente mia intenzione denigrare il gioco a distanza, ma c’è un grave errore concettuale quando si attribuiscono limitazioni al gioco fisico che non trovano uguale riscontro per l’online”.

sm/AGIMEG

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