Il presidente Luiz Inacio Lula prosegue nella sua battaglia contro il gioco e le scommesse in Brasile. Nel corso di un’apparizione televisiva, il presidente brasiliano ha infatti manifestato il suo dissenso verso questo genere di attività: “Non è possibile continuare con questo gioco sfrenato in questo paese“.
La posizione di Lula contro il gioco
A ciò ha aggiunto anche un’altra considerazione piuttosto forte. Infatti ha dichiarato che se dipendesse solo dalla sua volontà chiuderebbe tutte le agenzie di scommesse del paese. E poco importa se ci sono le elezioni presidenziali alle porte e ciò potrebbe costargli una cattiva pubblicità visto che ha intenzione di ricandidarsi.
Un vero fiume in piena Lula che ha poi rincarato la dose: “Se causano così tanti danni, perché non porre fine alle scommesse? Oppure si potrebbe regolamentare la situazione in modo tale che in Brasile non ci siano così tanti centri scommesse, se mai dovessero avere una qualche utilità. Il calcio è sopravvissuto per più di un secolo senza di loro“.
Dunque, un continuum con le affermazioni del mese scorso in cui aveva palesato le sue preoccupazioni in merito alle conseguenze del gioco sia per quanto concerne la sfera finanziaria sia per quel che riguarda i potenziali risvolti di natura sociale.
Va comunque rammentato che il quadro normativo per il gioco online e le scommesse sportive è entrato in vigore all’inizio del 2025 in seguito alla firma di Lula della legge PL 2626/2023 a fine 2023. Nonostante l’approvazione il presidente ha cercato di limitare diverse disposizioni soprattutto in merito alle esenzioni fiscali.
La sua amministrazione ha approvato un aumento graduale delle aliquote a carico degli operatori, che dovrebbe arrivare al 15% entro l’anno solare 2028. ap/AGIMEG

