Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha approvato un aumento graduale della tassazione per gli operatori di gioco con licenza in Brasile, ufficializzando così l’iter normativo iniziato qualche mese fa.
La nuova legge, Complementary Law No 224, prevede un aumento dell’imposta sul Gross Gaming Revenue (GGR) – cioè il reddito lordo derivante dal gioco – che attualmente è pari al 12%, portandola: al 13% nel 2026, al 14% nel 2027 e infine al 15% dal 2028 in poi.
Sicurezza e responsabilità
A partire dal 2026, parte delle entrate derivanti da questo aumento dovrà essere destinata alla sicurezza sociale: 1% nel 2026, 2% nel 2027 e 3% dal 2028. La legge introduce anche la responsabilità fiscale condivisa per chi fa pubblicità a siti di scommesse illegali, nonché per istituzioni finanziarie e società di pagamento che operano con operatori non autorizzati.
Secondo la costituzione brasiliana, le nuove imposte o gli aumenti devono attendere 90 giorni dalla pubblicazione della legge prima di entrare in vigore. Ciò significa che gli operatori avranno un breve periodo di tempo prima che l’aumento al 13% diventi effettivo.
Una versione precedente della proposta, approvata dalla Commissione per gli Affari Economici del Senato, aveva previsto un aumento fino al 18% entro il 2028, ma la legge definitiva si è conclusa con il tetto al 15%.
Le valutazioni dell’IBJR
L’Instituto Brasileiro de Jogo Responsável (IBJR) ha evidenziato come la nuova imposta possa creare un forte squilibrio competitivo tra operatori legali e clandestini. Con un deposito tassato del 15%, un giocatore che versa 100 real sulle piattaforme autorizzate avrebbe un valore netto di 85 real, mentre nei circuiti non regolamentati l’importo rimarrebbe invariato.

L’istituto contesta anche le stime governative sui ricavi potenziali: raccogliere 30 miliardi di real da un mercato formale valutato attorno ai 36 miliardi di real viene definito irrealistico e potenzialmente dannoso per la sostenibilità degli operatori.
I timori del settore
Il comparto brasiliano del gioco teme che la tassa sui depositi possa spingere i giocatori verso operatori illegali, già stimati al 51% del mercato complessivo. Il caso della Colombia, che a febbraio ha introdotto un’IVA del 19% sui depositi, viene indicato come esempio critico: secondo la Federazione colombiana degli imprenditori del settore, i ricavi lordi online nel Paese sarebbero diminuiti del 30% nei mesi successivi. lb/AGIMEG

