Home Attualità Borrelli (AVS): “No a concentrazione del gioco fisico a pochi grandi operatori ma tutela della PMI italiane. Limitare il gioco online perché più difficile da controllare”

Borrelli (AVS): “No a concentrazione del gioco fisico a pochi grandi operatori ma tutela della PMI italiane. Limitare il gioco online perché più difficile da controllare”

Francesco Emilio BorrelliFrancesco Emilio Borrelli

Nella cornice istituzionale della Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio è in corso il convegno organizzato dai Liberali Cristiano Democratici (LCD – Gruppo Parlamentare Lega), dal titolo “Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi”. Un confronto tra politica e associazioni dedicato alla riforma del gioco pubblico.

Durante il confronto politico è intervenuto l’onorevole Francesco Emilio Borrelli (A.V.S.): “Ogni tipo di monopolio o duopolio, a meno che non sia di carattere statale e a tutela della cittadinanza, ci vede contrari. Ancor di più ci vede contraria l’idea che dei soggetti con gestioni e management esterni al nostro Paese possano aumentare notevolmente l’azione all’interno della nostra economia.

Non perché noi aprioristicamente siamo contrari a qualsiasi tipo di investimento, ma perché ci sembra un’operazione che può essere utile a incassare qualcosa subito, ma che in prospettiva desertifica il sistema di attività rodate nel tempo che fanno, che generano economia, che pagano le tasse e che hanno dipendenti”.

Stretta sul gioco online

“Io non sono un fan del gioco, ma finché esiste, a meno che non decidiamo di diventare uno stato etico vietando anche gli alcolici o altre cose del genere, bisogna controllarlo al meglio, regolamentarlo e creare più concorrenza possibile.

Dal mio punto di vista, io limiterei addirittura molto di più il gioco online in questo caso specifico, perché è molto meno controllabile.

A me spaventa sempre quando già una situazione in cui ci sono dei colossi e che fanno mega affari, e che hanno di fatto circa la metà del commercio, della gestione delle licenze, possano aumentare ulteriormente. Ancor di più se questi soggetti hanno anche ovviamente delle attività e delle azioni contemporanee nello stesso settore dell’online, perché sarà loro interesse depauperare. È chiaro che l’online è molto più comodo da gestire: ci sono molti meno dipendenti, meno controlli, meno tasse. Però questo significa anche che c’è più deregulation”, ha aggiunto.

Il caso della Campania

“A volte sale giochi e scommesse sono anche dei luoghi in cui alcune volte ci sono delle aggregazioni, ricettacoli di personaggi un po’ strambi, criminali. Paradossalmente, se è così, abbiamo modo anche di controllarli maggiormente.

Questi centri scommesse, in alcuni casi, sono diventati un sistema da parte dello Stato indiretto per recuperare le tasse da parte di chi non le paga. Perché tu trovi soggetti che incassano illegalmente dei soldi e che in parte li rispendono per il gioco e quindi comunque rientrano nel circuito economico.

Pensiamo alla Campania, che non è la regione più ricca d’Italia, ma è la seconda come spesa”, ha detto.

“Importante ragionare in prospettiva”

“È vero che voi difendete i vostri interessi, ma sono interessi legittimi. Se fossero interessi illegittimi, allora non dovreste avere nessuna sponda.

Il tema è: oggi nel sistema moderno la politica, intesa in modo trasversale, si sente più pressata da gruppi organizzati di cittadini, di imprenditori, di piccole e medie imprese, o da grandi monopoli, da grandi gruppi organizzati? Temo la seconda.Convegno riordino giocoConvegno riordino gioco

Dobbiamo riflettere sul fatto che se riteniamo che la piccola e media impresa sia la spina dorsale del nostro Paese deve valere anche per questo settore. Perchè allora non mantenere la situazione attuale? Passare dal 25 al 40 è chiaro che ti permette di fare un incasso immediato stratosferico. Ma in prospettiva la desertificazione che porterà sarà molto, molto maggiore.

Il legislatore non deve ragionare all’oggi ma in prospettiva. Questa battaglia noi in modo costruttivo, dialogando, la porteremo avanti perché quello che si sta prospettando è una cosa ingiusta, scorretta sotto alcuni punti di vista e soprattutto pericolosa anche per la prospettiva e per il controllo del settore”, ha sottolineato.

Riordino gioco retail: pericoloso lo stravolgimento totale

“Non credo alle sviste tra 25 e 40. Il viceministro deve sapere che potrebbe trovarsi in minoranza trasversale in Parlamento e porsi una domanda sulla prospettiva, non solo sul gioco. Abbiamo deciso come Paese che i vizi deve essere super tassati, ma lo stravolgimento totale potrebbe portare a risultati negativi con problemi di carattere occupazionale e di trasferimento sull’online, meno controllato e meno tassato. L’invito al Governo è quello di modificare quanto ha pensato”, ha concluso. cdn/AGIMEG

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