Home Attualità Blitz anticamorra in provincia di Caserta: 23 arresti. Tra gli affari del clan la gestione delle slot. Il video

Blitz anticamorra in provincia di Caserta: 23 arresti. Tra gli affari del clan la gestione delle slot. Il video

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Ci sono anche due fratelli e un nipote del boss dei Casalesi Michele Zagaria, tra le 23 persone finite in manette nell’ambito del Blitz anticamorra in provincia di Caserta. Il nipote, in particolare, è stato arrestato a Tenerife, in Spagna.

Stamattina, i carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e del Raggruppamento Operativo Speciale di Napoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal GIP del Tribunale partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 persone (19 in carcere, 4 agli arresti domiciliari) ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con violenze e minacce, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto di armi e munizioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini

Le indagini, partite nel 2019, hanno riscontrato anche le dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia. Secondo la ricostruzione, a guidare la fazione Zagaria erano i due fratelli del capoclan Michele, attualmente liberi, che in qualità di reggenti, avrebbero curato l’organizzazione e il coordinamento delle attività, nonché da un nipote che, scarcerato nel 2019, si è rifugiato all’estero per seguire soltanto le vicende imprenditoriali del clan, in coerenza con il suo ruolo di leader imprenditoriale della cosca.

Nel corso delle investigazioni è stato individuato, tra gli altri, un ulteriore esponente di spicco dell’associazione che, secondo quanto emerso dalle indagini, svolgeva una funzione di “raccordo” tra la frangia armata dell’organizzazione e la sua leadership, impegnato nelle attività di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti, nonché nel controllo di alcuni settori economici del territorio, tra cui l’imposizione nelle compravendite terriere (pretendendo somme variabili tra i 15.000 e gli oltre 125.000 euro in considerazione del prezzo del cespite), le intestazioni fittizie di attività commerciali, la gestione delle slot machine.

Operazioni e sequestri

Sono stati individuati diversi esercizi commerciali nella disponibilità di alcuni indagati che venivano utilizzati come basi operative per la pianificazione e il coordinamento delle attività illecite del clan.slot machineslot machine

Accertata anche l’esistenza di una cassa comune del clan, utilizzata anche per investimenti in attività legali (società di autonoleggio) e per prestiti a tassi usurai, di dimostrare operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio, attraverso l’impiego di denaro illecito, tramite una società con sede in Spagna e una del casertano attiva nel settore della raccolta rifiuti, entrambe riferibili al nipote del capoclan.

Tra gli affari, anche legami con i Bellocco, la famiglia di Ndrangheta calabrese della provincia di Reggio Calabria, fornitori di cocaina per il mercato “casalese” strizzando l’occhio alle piazze di Caivano.

Nel corso dell’indagine sono state arrestate altre 9 persone in flagranza e sottoposte a sequestro 4 pistole, una mitraglietta “Skorpion”, un fucile a canne mozze, circa 600 cartucce di vario calibro, nonché circa 11 chili di droga. I carabinieri del Ros hanno eseguito il sequestro preventivo dei compendi di 2 aziende, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

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cdn/AGIMEG

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