Bingo, Tar Sicilia conferma sospensione licenza: uso improprio del locale per aver svolto un concerto non autorizzato

Il TAR Sicilia ha respinto la richiesta di sospensione urgente presentata da una società concessionaria di una sala bingo situata a Palermo contro il provvedimento con cui la Questura aveva disposto la sospensione per trenta giorni delle licenze di pubblica sicurezza relative all’attività di gioco.

La questura aveva disposto la sospensione ai sensi dell’articolo 10 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza dopo che, all’interno dei locali autorizzati per il gioco del bingo e per l’installazione di VLT, avevano organizzato un concerto dal vivo con un cantante neomelodico.

L’evento, della durata di oltre mezz’ora, prevedeva palco, amplificazione sonora e la presenza di numerosi spettatori, richiamati anche attraverso promozione sui social network. Secondo il TAR, gli elementi emersi in questa fase preliminare smentiscono la tesi difensiva secondo cui l’esibizione sarebbe stata un semplice intrattenimento accessorio all’attività di gioco. La pubblicità diffusa per promuovere la serata e la partecipazione del pubblico dimostrano, invece, la natura autonoma dell’evento musicale.

Uso improprio del locale

Il Tribunale ha ritenuto che tali circostanze possano integrare, in via preliminare, un abuso del titolo di polizia, poiché il locale autorizzato per l’esercizio di attività di gioco è stato utilizzato per uno spettacolo musicale che richiederebbe una specifica licenza di pubblica sicurezza.Bingo

I giudici hanno escluso che la sospensione temporanea dell’attività possa essere considerata causa determinante della situazione economica critica della società, già esistente prima del provvedimento. Hanno inoltre ritenuto irrilevante la mancata cessione delle quote sociali, poiché il termine previsto per la vendita era antecedente all’adozione del decreto.

Alla luce di tali elementi, il TAR ha respinto la richiesta di sospensione urgente della misura e ha fissato la trattazione collegiale della domanda cautelare. mg/AGIMEG