Home Attualità Bingo, TAR Lombardia annulla i limiti orari del Comune di Lodi: “Istruttoria insufficiente”

Bingo, TAR Lombardia annulla i limiti orari del Comune di Lodi: “Istruttoria insufficiente”

Il TAR Lombardia ha accolto il ricorso presentato da una società del settore giochi contro il Comune di Lodi, annullando l’ordinanza sindacale che limitava gli orari di apertura di una sala bingo situata in via Martino Garati 1.

Il provvedimento comunale prevedeva l’apertura dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 23 e il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 24. La misura era stata adottata dal Comune per ragioni legate alla tutela dell’ordine pubblico, della quiete pubblica e della salute dei soggetti vulnerabili.

Le ragioni del provvedimento comunale

La vicenda nasce dopo alcune segnalazioni di residenti, che lamentavano disturbi alla quiete pubblica e al riposo notturno collegati alla frequentazione del locale.

Il Comune aveva quindi avviato un procedimento per limitare gli orari della sala, richiamando la necessità di tutelare i residenti e prevenire situazioni di disagio nell’area interessata. Dopo le osservazioni presentate dalla società, il sindaco aveva adottato l’ordinanza con i nuovi orari.

Il ricorso della sala bingo

La società ha contestato il provvedimento davanti al TAR, sostenendo che la misura fosse poco motivata e non supportata da un’istruttoria adeguata.

Secondo la ricorrente, il Comune non avrebbe svolto verifiche sufficienti per dimostrare l’esistenza concreta dei disturbi denunciati dai residenti. La società ha inoltre contestato la proporzionalità della restrizione, ritenendo eccessivo il divieto di apertura nelle ore della mattina durante i giorni feriali.

La valutazione del TAR

Il TAR ha condiviso le contestazioni della società. Secondo i giudici, in materia di orari delle sale gioco devono essere bilanciati più interessi: da un lato quello economico dell’operatore, dall’altro la tutela dell’ordine pubblico, della quiete dei residenti e della salute pubblica.

Proprio per questo, prima di adottare una misura limitativa, il Comune deve svolgere un’indagine attenta e concreta. Nel caso esaminato, invece, il TAR ha rilevato che l’ordinanza si basava su una segnalazione presentata da un singolo cittadino e su un solo sopralluogo della Polizia Municipale, svolto alle 19.

Per i giudici, questo non era sufficiente per giustificare una limitazione così incisiva, soprattutto perché i disturbi lamentati riguardavano le ore notturne, mentre non risultavano controlli svolti in diverse fasce orarie o in più giorni della settimana.

Misura ritenuta sproporzionata

Il TAR ha ritenuto il provvedimento anche sproporzionato. In particolare, i giudici hanno osservato che l’ordinanza vietava l’apertura della sala nelle ore della mattina dal lunedì al venerdì, senza spiegare perché fosse necessaria una restrizione anche in quella fascia oraria.

Secondo il Tribunale, il Comune avrebbe dovuto spiegare meglio il collegamento tra i disagi segnalati e gli orari imposti. La scelta di limitare l’apertura mattutina e di fissare la chiusura alle 24 nei weekend è stata quindi considerata non adeguatamente supportata da verifiche concrete.

Ordinanza annullata

Il TAR Lombardia ha quindi accolto il ricorso e annullato l’ordinanza del Comune di Lodi. I giudici hanno però precisato che l’amministrazione potrà esercitare nuovamente il proprio potere, adottando un nuovo provvedimento, ma solo dopo un’istruttoria più completa e rispettando i principi indicati nella sentenza. mg/AGIMEG

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