Il TAR Lazio ha accolto due ricorsi presentati da alcune società contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, annullando gli atti con cui ADM aveva applicato la proroga delle concessioni per il bingo di sala fino al 31 dicembre 2024 e imposto il pagamento del corrispettivo una tantum previsto dalla legge di Bilancio 2023.
Con due sentenze sostanzialmente gemelle, il Tribunale amministrativo ha ritenuto incompatibile con il diritto europeo il meccanismo della proroga tecnica previsto dall’articolo 1, commi 123-125, della legge 197 del 2022, nella parte in cui estendeva le concessioni scadute e fissava un canone rigido e uniforme pari a 181.125 euro per il periodo compreso tra il 31 marzo 2023 e il 31 dicembre 2024.
Secondo il Tar, alla luce della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 20 marzo 2025 e dei successivi orientamenti del Consiglio di Stato, le proroghe delle concessioni bingo disposte dopo il termine di recepimento della direttiva 2014/23/Ue avrebbero richiesto una nuova procedura a evidenza pubblica e non potevano essere giustificate attraverso un rinnovo automatico accompagnato da un corrispettivo fisso, identico per tutti i concessionari e non collegato ai rispettivi fatturati.

La decisione del TAR
I giudici amministrativi hanno quindi disposto la disapplicazione della norma nazionale nella parte contestata e, di conseguenza, l’annullamento dell’avviso ADM del 4 maggio 2023 e della successiva nota del 30 maggio 2023 con cui erano stati indicati importi e scadenze di pagamento.
Il TAR ha però precisato che l’illegittimità della proroga non comporta l’azzeramento di ogni obbligo economico per i concessionari. Per il periodo in cui l’attività è proseguita, resta infatti dovuta un’indennità, che però non potrà essere determinata in maniera forfettaria. Sarà ADM a doverla ridefinire con un nuovo provvedimento, tenendo conto del fatturato effettivo delle singole sale, dei vantaggi ottenuti dagli operatori grazie alla prosecuzione dell’attività senza gara e degli eventuali sacrifici subiti, come l’impossibilità di trasferire i locali.
Le spese di giudizio sono state compensate, in considerazione della complessità e della novità della materia. Le decisioni rappresentano un nuovo passaggio nel contenzioso sul sistema delle proroghe delle concessioni bingo e rafforzano l’indirizzo giurisprudenziale che impone una revisione del quadro economico e regolatorio del settore. sm/AGIMEG

