Bingo: proroga tecnica e canone da 7.500 euro di nuovo in discussione al TAR Lazio

La proroga tecnica delle concessioni del bingo e il canone annuale da 7.500 euro tornano protagonisti al TAR Lazio con una serie di ricorsi che saranno discussi domani. Come accaduto già due settimane fa, infatti, si terranno diverse udienze presso la sez. 2 aventi ad oggetto proprio il canone previsto dalla Legge di Bilancio 2025 per mantenere attive le concessioni fino alla fine del 2026 o all’assegnazione delle nuove licenze.

Gli operatori sostengono che il canone non sia proporzionato rispetto ai volumi della raccolta, considerando che non tutte le sale possono contare su un’affluenza apprezzabile. Per questo motivo, contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati impugnati: la nota ADM 43702/2025, la Legge 207/2024 Bilancio di Previsione 2025 e il Bilancio Pluriennale 2025-2027, a proposito del “pagamento del canone di proroga tecnica per l’esercizio delle concessioni per la raccolta del gioco del bingo per il biennio 2025-2026”.

Bingo online spesa operatori luglio 2024

In ambito giurisprudenziale, vanno segnalate due pronunce importanti sul tema. La prima è del Consiglio di Stato, che ha ritenuto incompatibile col diritto europeo l’incremento del canone mensile da 2.800 a 7.500 euro in quanto modifica sostanziale di un contratto pubblico esteso senza gara. La seconda è della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che lo scorso marzo ha evidenziato come il regime delle proroghe tecniche in Italia alteri le condizioni economiche originarie, configurandosi come ostacolo alla concorrenza.

Sono attese nelle prossime settimane le decisioni sulle due sessioni di udienze (6 e 19 novembre) al TAR Lazio. sm/AGIMEG