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Belgio, mercato del gioco in calo nel 2024: prima contrazione dal 2020

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Il mercato del gioco regolamentato in Belgio ha chiuso il 2024 con un calo complessivo del 4,86% del Gross Gaming Revenue (GGR), sceso a 1,61 miliardi di euro. Si tratta della prima contrazione su base annua dal 2020, anno dell’avvio della pandemia da Covid-19. I dati sono stati pubblicati martedì dalla Kansspelcommissie, l‘autorità di regolamentazione belga.

I dettagli per canale

Il comparto del gioco online rimane il maggiore per volumi, con un GGR di 919,10 milioni di euro (57,1% del totale), in calo del 2,7% rispetto all’anno precedente. Il segmento fisico si è attestato a 690,41 milioni di euro (42,9% del totale), con una flessione del 7,59%.

La scomposizione per categorie di licenza evidenzia andamenti divergenti. I casinò hanno registrato una crescita del GGR del 7,32%, a 638,45 milioni di euro, trainata principalmente dal comparto online, che rappresenta tre quarti delle entrate del segmento.

Le sale giochi, invece, hanno accusato un calo dell’11,95% a 384,75 milioni di euro, con l’attività online crollata del 23,8%, mentre quella fisica ha segnato un incremento del 4,24%. Il segmento delle puntate a bassa posta ha perso il 21,71%, con un GGR a 222 milioni di euro; il bingo nei bar ha registrato una contrazione del 24,7%.

Le scommesse sportive hanno chiuso a 364,3 milioni di euro, in calo del 6,59%: il canale fisico ha perso il 13,58%, quello digitale il 2,11%. Le agenzie di scommesse fisiche hanno subito una contrazione del GGR del 17,9%, in parte riconducibile alla riduzione delle licenze da 535 a 408 nel corso di due anni. All’interno delle scommesse sportive, il calcio ha incrementato il GGR del 4%, mentre l’ippica e le altre tipologie di scommessa hanno subito flessioni rispettivamente del 32,8% e del 44,7%. 

Le misure regolamentari alla base del calo

La Kansspelcommissie ha ricondotto la contrazione a un insieme di interventi normativi introdotti a partire dal 2023, tra cui figurano il divieto di cumulo delle licenze su un’unica piattaforma, l’innalzamento dell’età minima per il gioco da 18 a 21 anni, il divieto di bonus promozionali, norme pubblicitarie più restrittive e l’obbligo di verifica dell’identità. fp/AGIMEG

 

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