Tolleranza zero verso il gioco online e le scommesse illegali. È la linea dura adottata dal governo del Bangladesh, che ha avviato una campagna di contrasto su scala nazionale contro gli operatori non regolamentati presenti nel Paese per proteggere i giovani dal degrado sociale.
Ad annunciarlo è Salahuddin Ahmed, ministro degli Interni, che ha illustrato in Parlamento la nuova strategia dell’esecutivo nei confronti del settore. L’avvio delle operazioni è previsto già a partire da maggio e vedrà le forze dell’ordine impegnate in interventi coordinati per smantellare le reti legate allo spaccio di stupefacenti e al gioco illegale.
Il quadro normativo bengalese
In Bangladesh la maggior parte delle forme di gioco resta vietata in base al Public Gaming Act del 1867, una legge datata e priva di riferimenti nei confronti del comparto online. Lo scorso anno il Paese ha quindi approvato la Cyber Security Ordinance 2025, che prevede pene fino a due anni di reclusione e sanzioni economiche fino a 80.000 dollari (circa 68.000 euro) per chi gestisce o promuove piattaforme di gioco online.
A maggio 2025, la polizia giudiziaria aveva individuato oltre mille operatori di servizi finanziari sospettati di essere coinvolti in transazioni legate al gioco illegale, trasmettendo i relativi dati alla Banca del Bangladesh. Per il governo, tuttavia, l’impianto normativo non ha raggiunto i risultati attesi sul mercato nero. Da qui la decisione di rafforzare l’azione di contrasto.

Il contesto economico
Il rafforzamento della lotta contro il mercato illegale è poi strettamente collegato all’attuale fase di rallentamento dell’economia bengalese. Gli ultimi dati indicano una crescita compresa tra il 3,7% e il 4%, valori sensibilmente inferiori alle medie storiche del Paese, che si attestavano sul 6-7%. Il governo punta così anche a contenere i flussi finanziari sommersi che alimentano l’economia parallela. fp/AGIMEG

