L’Assotrattenimento (AS.TRO) ha diffuso una lettera, a firma del presidente Massimiliano Pucci, con cui si replica all’articolo comparso sull’edizione del 14 luglio del Corriere della Sera. L’editoriale, realizzato dal direttore Ferruccio De Bortoli, si intitola “Se anche la Consulta non vede il gioco d’azzardo”.
“In veste di associazione di rappresentanza degli operatori del gioco lecito (aderente a Confindustria SIT) intendiamo segnalare una evidente inesattezza di cui chiediamo cortesemente la rettifica” in riferimento all’editoriale di De Bortoli.
“Il Dott. De Bortoli – prosegue la lettera – si è spinto ad affermare che ‘il potere delle lobby degli interessi in gioco è infinitamente superiore alle istanze a favore della salute e delle persone fragili’. Con ciò sottintendendo che la Corte Costituzionale sarebbe stata influenzata dalle lobby nell’assumere tale decisione. Lasciando al Dott. De Bortoli l’opinione secondo cui la corte Costituzionale sarebbe permeabile all’influenza delle lobby, intendiamo soltanto evidenziare che, nel caso specifico, egli giunge a tale conclusione sulla base di una premessa riferita ad una circostanza non vera“.
Questo perché “la richiamata sentenza della Corte Costituzionale non ha in alcun modo ‘fatto cadere’ la norma che prevede un distanziamento tra i punti di offerta di gioco lecito e determinati luoghi definiti ‘sensibili'” prosegue AS.TRO.
La conclusione è un invito al dialogo costruttivo. “Non è la prima volta che ci troviamo a replicare a notizie non vere diffuse da coloro che, rispetto al sistema del gioco pubblico legale, si pongono in una posizione proibizionista. Non contestiamo, ovviamente, la legittimità di tale posizione politica ma non comprendiamo il motivo per cui i suoi fautori, anziché supportarla con argomentazioni utili ad un sano e costruttivo confronto di idee, sentano la necessità di argomentarla attraverso la diffusione di dati o notizie fuorvianti o, addirittura, non veritiere“.
sm/AGIMEG

