L’Associazione Nazionale Sapar ha inviato ai quotidiani Roma Today e Latina Oggi una richiesta di replica a due articoli, riguardanti il gioco pubblico, che presentavano degli evidenti errori tecnici che ne condizionavano la validità. Ecco le due repliche.
Roma Today
“L’Associazione Nazionale Sapar, rappresentativa a livello nazionale di centinaia di piccole e medie imprese di gestione apparecchi da intrattenimento per il gioco pubblico, con la presente intende esercitare il diritto di replica ex art.8 della Legge 47/1948 in relazione all’articolo, a firma di Carlo Testimona, apparso sul quotidiano “Roma Today” in data 9 Novembre 2025 dal titolo: “Gioco d’azzardo, nel Lazio ogni abitante spende quasi 3.000 euro l’anno. E i clan si siedono al tavolo verde.” Preliminarmente è da osservare che da anni il gioco pubblico è sotto attacco da parte del mondo politico e dei media spesso sulla base di dati inesatti e fuorvianti che non si può pensare siano frutto di ignoranza ma piuttosto di una malafede radicata, difficile da estirpare e mirata a chissà quali scopi.
Tutto questo mentre è evidente che puntare invece su formazione e informazione sarebbe certamente la strada migliore per prevenire il DGA. L’articolo in questione in particolare è seguito alla pubblicazione del rapporto “AzzardoMafie” di Libera. Un documento di per sé già irto di errori e inesattezze. Ecco cosa viene riportato nell’articolo: “Nel 2024, il gioco d’azzardo nel Lazio ha raggiunto una raccolta complessiva di circa 16 miliardi e 668 milioni di euro, di cui 6,5 miliardi provenienti dal gioco fisico e 10,1 miliardi da quello online. A livello pro capite, ogni abitante del Lazio ha speso in media 2.919 euro nel corso dell’anno”.
Passiamo alla verità, nel Lazio nel 2024 sono stati spesi realmente 2.181.602.889 euro (dato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), per una spesa pro capite di 381,7 euro all’anno, in pratica un caffè al giorno. Questo non per sottovalutare il problema della dipendenza da gioco, che va affrontato con la massima attenzione, ma per riportare il problema nel giusto recinto numerico e quindi valutare in maniera corretta gli interventi da fare. Ci preme infine ricordare all’ autore dell’articolo che il gioco pubblico rappresenta uno dei settori più controllati ed i suoi operatori rappresentano un vero e proprio presidio di legalità sul territorio senza il quale si lascerebbe spazio alla criminalità organizzata”.
Latina Oggi
“L’Associazione Nazionale Sapar, rappresentativa a livello nazionale di centinaia di piccole e medie imprese di gestione apparecchi da intrattenimento per il gioco pubblico, con la presente intende esercitare il diritto di replica ex art.8 della Legge 47/1948 in relazione all’articolo apparso sul profilo Instagram del quotidiano “Latina Oggi” in data 9 Novembre 2025 dal titolo: “Lazio, terra di gioco (e di rischio).” Preliminarmente è da osservare che da anni il gioco pubblico è sotto attacco da parte del mondo politico e dei media spesso sulla base di dati inesatti e fuorvianti che non si può pensare siano frutto di ignoranza ma piuttosto di una malafede radicata, difficile da estirpare e mirata a chissà quali scopi.
Tutto questo mentre è evidente che puntare su formazione e informazione sarebbe certamente la strada migliore per prevenire il DGA. L’articolo in questione in particolare è seguito alla pubblicazione del rapporto “AzzardoMafie” di Libera. Un documento di per sé già irto di errori e inesattezze. Ma torniamo ai numeri. Questo il titolo dell’articolo di Latina Oggi sul rapporto di Libera: “Lazio, terra di gioco (e di rischio). Nel 2024 nel Lazio si sono spesi oltre 16,6 miliardi di euro in gioco d’azzardo”. L’articolo parte già con dati inesatti: “A Latina, Aprilia e Terracina la spesa media pro capite supera i 2.800 euro l’anno”. Passiamo alla verità, nel Lazio nel 2024 sono stati spesi realmente 2.181.602.889 euro (dato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), per una spesa pro capite di 381,7 euro all’anno, in pratica un caffè al giorno.
A Latina la spesa reale pro capite per il gioco nel 2024 è stata di 516 euro, a Terracina di 518 euro ad Aprila di 410 euro. Questo lo rimarchiamo non per sottovalutare il problema della dipendenza da gioco, che va affrontato con la massima attenzione, ma per riportare il problema nel giusto recinto numerico e quindi valutare in maniera corretta gli interventi da fare. Ci preme infine ricordare agli autori dell’articolo che il Gioco Pubblico in Italia rappresenta uno dei settori più controllati ed i suoi operatori identificano un vero e proprio presidio di legalità sul territorio senza il quale si lascerebbe spazio alla criminalità organizzata”. cdn/AGIMEG

