“Il Consiglio d’Europa e la sua Assemblea Parlamentare vantano un impegno di lungo corso nella promozione dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto nello sport, quale potente strumento per favorire l’inclusione, l’uguaglianza, l’integrità e la dignità umana. 2. L’Assemblea richiama in particolare la Risoluzione 2420 (2022) e la Raccomandazione 2221 (2022) su « La governance del calcio: affari e valori » e la Risoluzione 2465 (2022) su « Condizioni di gioco paritarie – porre fine alla discriminazione contro le donne nel mondo dello sport ». 3. Desidera riaffermare i principi sanciti dalla Carta europea riveduta dello sport, dalla Convenzione sulla manipolazione delle competizioni sportive (STCE n. 215, « Convenzione di Macolin », 2014), dalla Convenzione antidoping (STE n. 135, 1989) e dal suo Protocollo addizionale (STE n. 188, 2002), nonché dalla Convenzione su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica e assistenza alle partite di calcio ed altri eventi sportivi (STCE n. 218, « Convenzione di Saint Denis », 2017)”. E’ quanto sottolineato nella Risoluzione 2607 (2025) sulla protezione dei diritti umani nello sport e attraverso lo sport: obblighi e responsabilità condivise pubblicata alla Camera.
Nel testo si legge: “I diritti umani devono essere tutelati e protetti in tutti i contesti sportivi, da quelli amatoriali a quelli professionistici, anche durante le fasi di candidatura, organizzazione, svolgimento e successivo impatto dei grandi eventi sportivi internazionali. L’Assemblea: (…) monitorare il ruolo della pubblicità commerciale e degli influencer nel mondo dello sport, in particolare le industrie dell’alcol e del gioco d’azzardo, e i possibili effetti sul benessere e sulla salute dei minori”. cdn/AGIMEG










