Il Senato in Argentina ha tenuto il 15 ottobre la seconda seduta plenaria sul pacchetto di norme per regolamentare il gioco via internet e contrastare la ludopatia. Alla discussione hanno partecipato congiuntamente le commissioni Sanità, Legislazione generale e Giustizia, guidate dai senatori Lucía Corpacci, Bartolomé Abdala e Juan Carlos Pagotto.
L’audizione ha raccolto voci diverse — psichiatri, giuristi, rappresentanti di fintech e gaming, sindacati e giovani con esperienza diretta — con un messaggio convergente: serve una risposta nazionale che combini educazione, regolazione e controlli. Diversi interventi hanno segnalato che il rischio maggiore proviene dall’offerta illegale, che sfrutta sistemi di pagamento per sfuggire alla tracciabilità. Da qui l’appello, rilanciato da Santiago Eraso Lomáquiz, a colmare un vuoto regolatorio: la legge deve identificare non solo chi paga, ma anche chi riceve i fondi, così da chiudere le falle che favoriscono i siti non autorizzati.
Sul fronte delle tutele, la proposta già approvata dalla Camera dei Deputati punta a limitare pubblicità, promozioni e sponsorizzazioni del gioco online, con particolare attenzione ai minori, e a vietare l’accesso al gioco sotto i 18 anni. Altre misure in esame prevedono programmi nazionali di prevenzione e campagne di sensibilizzazione su bambini e adolescenti, alla luce dell’accesso facilitato a scommesse e giochi digitali via smartphone e social.
I sindacati del settore, tra cui Guillermo Caín e Manuel Jiménez, hanno sostenuto una regolazione statale del mercato online come strumento di trasparenza, concorrenza leale e protezione di lavoratori e consumatori. L’impostazione “multi-stakeholder” — istituzioni, imprese, sport, famiglie e società civile — mira ad allineare la normativa alle sfide dell’era digitale, bilanciando sviluppo del mercato e riduzione dei rischi di dipendenza. sm/AGIMEG










