In Argentina il sistema di licenze provinciali genera disparità tra operatori legali e concorrenti senza permesso. Come spiegato dall’avvocato specializzato in gioco e criptovalute Agustín Diaz Funes, “un operatore regolamentato non può offrire i propri prodotti in giurisdizioni dove non è autorizzato”, mentre chi agisce senza licenza raggiunge l’intero Paese attraverso internet.
Questa situazione è evidente anche nello sport: squadre e tornei di calcio mostrano sponsor provenienti da case di scommessa prive di autorizzazione in diverse province, mentre gli operatori legali affrontano regole complesse in 24 quadri normativi differenti.
Il ruolo della pubblicità e dei social
La normativa argentina limita la promozione solo agli operatori in regola, lasciando campo libero a chi opera senza licenza. Diaz Funes ha avvertito che “chi pubblicizza un operatore non autorizzato potrebbe non aver fatto alcuna verifica su chi lo ha ingaggiato”.
La mancanza di responsabilità diretta di influencer e streamer che promuovono siti di gioco illegale espone un pubblico vulnerabile, compresi minori, a contenuti privi di controllo.
Criptovalute come strumento di pagamento
Le criptovalute sono diventate il canale preferito per i trasferimenti verso operatori non autorizzati. “I metodi di pagamento trovano spesso la via all’estero tramite le criptovalute”, ha dichiarato Diaz Funes, sottolineando che gli stessi vantaggi della tecnologia – rapidità, internazionalità e irreversibilità – sono sfruttati anche per scopi illeciti.
L’Argentina ha reagito inserendo i fornitori di servizi legati agli asset virtuali sotto la normativa antiriciclaggio, imponendo procedure di identificazione dei clienti e creando un registro presso la Commissione nazionale dei titoli.
Norme superate dall’innovazione
Secondo Diaz Funes, “la regolazione arriva sempre in ritardo rispetto alle azioni delle persone”. La velocità con cui evolvono tecnologia e strumenti di pagamento genera continue falle normative.
Le autorità hanno già oscurato centinaia di siti di gioco illegale, ma nuovi domini compaiono rapidamente. La Banca centrale collabora con i processori di pagamento per intercettare transazioni sospette, mentre la Commissione titoli monitora gli scambi di criptovalute.
Il legale avverte che la risposta non deve essere un aumento indiscriminato delle norme: “Forse non più regolazione, ma una regolazione migliore”. ng/AGIMEG

