Home Attualità Antonelli (pres. FIT): “Aumento costi, margini e remunerazione insufficienti stanno minando il settore delle tabaccherie. La nostra rete è un presidio di legalità sul territorio e garantisce servizi essenziali nei piccoli comuni”

Antonelli (pres. FIT): “Aumento costi, margini e remunerazione insufficienti stanno minando il settore delle tabaccherie. La nostra rete è un presidio di legalità sul territorio e garantisce servizi essenziali nei piccoli comuni”

Antonelli presidente FITAntonelli presidente FIT

“Il 28 maggio scorso a Roma presso l’A.Roma Lifestyle Hotel si è tenuta l’Assemblea Nazionale Ordinaria della Federazione Italiana Tabaccai, per condividere, dopo aver tirato le somme, un anno di attività”. Lo ricorda la FIT – Federazione Italiana Tabaccai.

FIT, tavolo dei relatori con Antonelli, Catelli, Marinoni e Bartoli

L’incontro è iniziato con i saluti del Presidente al pubblico degli intervenuti ringraziando per la collaborazione e l’unità lavorativa al servizio dei tabaccai.

Al tavolo dei relatori Mario Antonelli, Presidente Nazionale FIT, Giovanni Catelli, Vicepresidente Nazionale Vicario, Emanuele Marinoni, Vicepresidente Nazionale e Stefano Bartoli, Direttore Generale.

Assemblea nazionale, nuove nomine

“Da Statuto sono stati nominati il Presidente d’Assemblea, Livio Sabena, (Presidente Provinciale di Cuneo), due Vicepresidenti d’Assemblea Franco Tindaro Morrone e Emanuela Gigli (rispettivamente Presidente Provinciale di Cosenza e Presidente Provinciale di Macerata), i membri della Verifica Poteri Bruno Brenta, (Presidente Provinciale di Parma), Luigi Girolami (Presidente Provinciale di Frosinone) e Antonio Luzzaro (Presidente Provinciale di Crotone) e il Segretario agli Atti Stefano Bartoli.
Sia il Presidente d’Assemblea che i due Vicepresidenti hanno poi raggiunto il tavolo dei relatori.

Antonelli (FIT): “Tabaccherie sotto pressione tra contrabbando, norme UE e crisi del settore”

Mario Antonelli, Presidente Nazionale FIT, intervenendo durante l’Assemblea ha tracciato un quadro netto. “Il settore vive una fase preoccupante, stretto tra la crescita del mercato illegale, le pressioni regolatorie europee e una crisi strutturale che sta erodendo la rete delle tabaccherie italiane”.

​Secondo i dati Ipsos-Doxa Logista, il contrabbando e la contraffazione hanno raggiunto quasi il 5% del mercato, per un valore stimato di 1,2 miliardi di euro. Un fenomeno che non riguarda più solo il transito verso altri paesi, ma che vede l’Italia diventare anche destinazione finale di prodotti illeciti. ​Le perdite per l’erario nel 2025 hanno sfiorato i 690 milioni di euro. Un segnale di pericolo da non sottovalutare, ha avvertito Antonelli, ricordando come la rete legale sia oggi sotto attacco da parte di consorterie criminali sempre più organizzate. “In una parte di quel fatturato che sfuma”, ha detto, “ci sono le nostre microimprese familiari”.

Ma la minaccia più insidiosa arriva dall’Europa, in particolare dalla revisione della direttiva accise e dalla revisione della direttiva sui prodotti del tabacco. Contro questa minaccia, ha evidenziato Antonelli, la mobilitazione della categoria deve essere totale e deve passare anche dalla massiccia partecipazione alle consultazioni pubbliche europee.

Tabaccherie in crisi, Antonelli (FIT): “Dal 2015 chiuse oltre 8.000 rivendite”

​Ma c’è la crisi economica delle tabaccherie al centro della sua relazione. Dal 2015 ad oggi sono scomparse oltre 8.000 rivendite, con una perdita media di 750 punti vendita l’anno. A pesare sono stati costi crescenti, margini insufficienti e una remunerazione che non riflette più il ruolo pubblico svolto dalla categoria, spesso unico presidio di servizi essenziali nei piccoli comuni.

​”Raccogliamo ingenti entrate erariali su tabacco e gioco legale, garantiamo servizi essenziali nei piccoli comuni dove banche e poste non ci sono più. Lavoriamo per lo Stato, ma la nostra remunerazione è ormai troppo bassa rispetto ai costi reali. Chiediamo giustizia economica. Se chiude una tabaccheria si desertifica il territorio e si lascia spazio all’illegalità”, ha detto.

​Antonelli ha chiesto quindi una riforma fiscale dedicata, capace di riconoscere la specificità delle rivendite e di restituire sostenibilità economica alla rete. Sul fronte del gioco pubblico, infine, ha ribadito la necessità di un riordino che superi distanziometri e fasce orarie, strumenti definiti anacronistici in un mercato dove l’online è ormai dominante.

​In conclusione, un appello alla politica e alle istituzioni: “difendere le tabaccherie significa difendere lavoro, legalità e presidio sociale”.

Lollobrigida (ADM): “Servono regole certe su tutto il territorio nazionale”

“Il decreto di riordino del gioco fisico deve seguire necessariamente il decreto di riordino del gioco online, che già c’è stato nel 2024. Ovviamente, nelle nostre proposte da tecnici che abbiamo inserito nel testo del decreto che ora è a Palazzo Chigi all’esame del Consiglio dei Ministri, è prevista una definizione della rete fisica, sia come dimensionamento della rete stessa, sia come allocazione della rete sul territorio”. Lo ha dichiarato ai microfoni del TG FIT, Mario Lollobrigida (Direttore Giochi ADM).

Mario Lollobrigida direttore giochi ADMMario Lollobrigida direttore giochi ADM“Noi abbiamo proposto una riduzione del novero dei luoghi sensibili e anche una diminuzione delle distanze da questi luoghi, perché attraverso la formazione dei punti vendita si ritiene che si possa garantire quella necessaria attenzione verso quel fenomeno di gioco patologico e compulsivo che era la finalità di tutte le norme regionali. Noi riteniamo che questa finalità possa essere adeguatamente garantita attraverso la formazione della rete e che quindi, sostanzialmente, le distanze non hanno una vera ragion d’essere.

Quindi, vediamo come come va, se la proposta, che è stata recepita dal MEF, viene accettata è può andare avanti, però è necessario che, a mio parere, vengano date definitivamente con questo decreto delle regole certe a livello di tutto il territorio nazionale”, ha concluso.

Osnato: “Tabaccai presidio del territorio, serve maggiore attenzione fiscale alla categoria”

“Il presidente Antonelli da tempo ci sollecita sulla questione principalmente dell’aggio, dove purtroppo però i spazi fiscali in questo momento non danno sensazioni di grande ottimismo. Noi siamo consci del ruolo importante del mondo dei tabaccai. Sono presenti quasi in ogni comune italiano e danno servizi che vanno oltre la semplice, ma importante, vendita di prodotti del tabacco o dell’esercizio del gioco. Sono realtà che presidiano il territorio, che tutelano, vendendo prodotti certificati, la salute, che evitano che parte degli introiti dell’erario vadano verso invece la criminalità organizzata”. Lo ha dichiarato ai microfoni del TG FIT, Marco Osnato, Presidente della VI Commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati.

​”E allora cerchiamo di lavorare sul progetto del sistema forfettario, poi da declinare nel modo più appropriato possibile per una categoria che, appunto, è particolare perché lavora in un regime concessorio nei confronti dello Stato e che quindi ha necessità di essere seguita con più attenzione di quanto magari già si faccia.

Quindi su questo noi ci impegneremo, insomma, oltre alla l’impegno generale che c’è verso il mondo del commercio e dell’imprenditoria, che con molti provvedimenti questo governo ha fatto nella riforma fiscale e nelle leggi di bilancio, sicuramente ha, insomma, aiutato a aumentare un po’ il potere d’acquisto delle famiglie e quindi anche i risultati delle imprese. Però credo che qualcosa di specifico vada fatto”, ha concluso.

Pedullà: “In Europa una battaglia per difendere il settore del tabacco e l’Italia”

“C’è una battaglia vera e propria in corso nel Parlamento europeo per far comprendere che la direttiva non può massacrare un settore economico, quello della produzione del tabacco delle sigarette, un settore industriale, un settore agricolo e un settore commerciale importantissimo. E non può essere l’Italia in particolare a pagare il prezzo di tutto questo.

Per questo abbiamo portato nelle commissioni la voce di questo mondo. Ci scontriamo con interessi di altri Paesi, di altri settori e contiamo di riuscire a portare il miglior risultato possibile. Sarebbe necessario che tutte le componenti, quantomeno italiane, con spirito sovranista difendessero l’interesse, che non è quello dei tabaccai, ma di un sistema che si chiama Italia”. E’ quanto ha sottolineato Gaetano Pedullà (Parlamento Europeo) al TG FIT.

Antonelli (FIT): “Riforma fiscale priorità per i tabaccai”

“L’illecito, il tabacco, il contrabbando, la contraffazione, sono problemi che conosciamo, sono atavici e rincorrono la categoria da sempre. Abbiamo tracciato un percorso importante per il prossimo futuro e per il prossimo anno fondamentalmente. Abbiamo parlato di una cosa che è molto sentita dalla categoria: la riforma fiscale. L’impegno del Presidente Osnato, della stessa Commissione Finanze, è stato chiaro e lampante sotto tutti gli aspetti per lo sviluppo di questo tipo di problemi. È chiaro che il giorno dell’Assemblea porti a casa il ricordo del lavoro di un anno passato e tracci il percorso dell’anno prossimo. Siamo convinti che tutti insieme porteremo avanti la Federazione verso un risultato importante per la categoria”, ha concluso Mario Antonelli, Presidente Nazionale FIT al TG FIT. cdn/AGIMEG

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