“La sede dell’Autorità doganale europea sarà in uno degli Stati membri e Roma è tra le candidate per ospitare l’EUCA. Si tratta di una candidatura fortemente voluta dal Governo italiano, che si fonda anche sull’esperienza acquisita dall’ADM che a livello europeo si distingue nei processi di digitalizzazione e nel contrasto alle frodi, semplificando le procedure”. Lo ha riferito Roberto Alesse, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante il suo intervento nel convegno “I sistemi informativi del fisco per il contrasto all’evasione fiscale” alla Camera dei Deputati.
“Nell’era in cui viviamo l’uso delle nuove tecnologie ha un ruolo centrale nell’accertamento tributario e il contrasto all’evasione. Un chiaro esempio è in ambito doganale, con l’uso di ben 17 strumenti elettronici per il monitoraggio degli scambi internazionali delle merci. L’Italia sta implementando puntualmente questi strumenti, in linea con il piano strategico per la dogana elettronica”.
“La riforma del codice doganale dell’unione, prossima all’approvazione, colloca gli strumenti elettronici al centro della strategia unionale. L’obiettivo è chiaro: centralizzare i sistemi informativi doganali nazionali attraverso una piattaforma unica, European Customs Data Hub, che costituirà la dorsale tecnologica. Implementando i sistemi elettronici, sostituirà quelli in uso nelle amministrazioni nazionali. Ciò permetterà una condivisione in tempo reale dei dati, favorendo la trasparenza del mercato”.

“Nell’ottica della compliance, grazie al Data Hub europeo, gli operatori economici potranno presentare i dati sulle spedizioni una sola volta, indipendentemente dal luogo di ingresso nel territorio dell’Unione. Anche le attività di controllo e accertamento ne beneficeranno. L’analisi dei rischi condivisa permetterà di individuare le minacce più efficacemente. Il Data Hub dell’Unione sarà gestito dall’EUCA (European Customs Authority), che avrà il compito di sovraintendere al nuovo sistema di gestione dei rischi. Inoltre l’Autorità svolgerà il ruolo di cabina di regia nella gestione delle crisi che potrebbero interessare il comparto. Nell’ottica di attività di presidio e controllo, saranno promosse delle raccomandazioni vincolanti per gli Stati membri”.
“Infine, l’Autorità coordinerà le procedure d’appalto per l’acquisizione di attrezzattura e macchinari per le amministrazioni doganali. C’è una continua analisi di rischi e intelligence, che processa le varie informazioni. Sono attività che alimentano un processo circolare di valutazione e correzione di profili di rischio, in relazione ai risultati dei controlli. L’efficace analisi è possibile grazie a un elevato patrimonio informativo di rilevanza strategica che consta di numerosi banche dati”.
“Attraverso tali banche dati, l’agenzia assicura il corretto adempimento degli obblighi fiscali da parte degli operatori economici, semplifica le procedure doganali, garantisce la interoperabilità con i Stati membri dell’Unione Europea e con l’istituzione nazionale e internazionale, alimentando i processi di analisi del rischio e contribuendo al monitoraggio dell’economia legale. Tra i diversi sistemi tecnologici utilizzati per le attività di intelligence, spicca il Data Warehouse, Cognos, l’applicativo in uso all’agenzia per le analisi dei flussi sulle spedizioni e su altri aspetti ad esse correlati, che accresce l’efficacia e la selettività dei controlli riducendone progressivamente la quantità. Cognos, in quanto sistema di Business Intelligence, grazie alle aree tematiche che lo costituiscono e che lo implementano, consente di individuare e analizzare i flussi merceologici per un’efficace gestione del rischio, il tutto nell’ottica di migliorare le performance dell’accertamento e garantire e regolare il flusso dei traffici commerciali legittimi. La fisionomia di Cognos è stata mutuata da quella del database Theseus, una piattaforma web di accesso limitato che, sviluppata su impulso della Commissione europea, fornisce accesso a statistiche e avvisi sulle frodi doganali e sulle attività illegali potenzialmente correlate come riciclaggio di denaro e le frodi IVA”.
“I contenuti di Theseus vengono generati applicando metodi statistici a dati commerciali aggregati o a dichiarazioni doganali dettagliate. A completamento di quanto detto sinora, vorrei sottolineare come il patrimonio informativo degli strumenti signori illustrati ben si presta ad essere ulteriormente valorizzato grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale. Nell’ambito dei processi di accertamento e controllo doganali, infatti, l’intelligenza artificiale introduce un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione dei dati, nell’analisi dei rischi e nella prevenzione delle frodi”.

“L’Agenzia sta sperimentando modelli predittivi capaci di analizzare enormi volumi di dati doganali e fiscali, individuando schemi ricorrenti o anomalie che possono indicare comportamenti irregolari. Ciò consente di concentrare le risorse sulle aree a maggior rischio, aumentando l’efficacia dei controlli e riducendo a tempo stesso l’impatto sui flussi commerciali irregolari. A riguardo, un ruolo primo piano è svolto dalle tecniche Deep Learning applicate alla gestione automatica delle merci e alla rilevazione dei prodotti contraffatti. Attraverso l’elaborazione di immagini, descrizioni e codici merceologici, i sistemi intelligenti apprendono progressivamente a distinguere tra le merci autentiche e quelle potenzialmente fraudolente, contribuendo a rafforzare la tutela del mercato e dei consumatori”.
“In modo parallelo, l’Agenzia sta esplorando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa per l’analisi semantica di documenti giuridici, sentenze e testi amministrativi. Questa tecnologia consente di estrarre informazioni rilevanti, correlare dati complessi e supportare l’attività interpretativa e decisionale degli operatori, migliorando l’efficienza e la qualità delle valutazioni. Un ulteriore ambito di applicazione dell’intelligenza artificiale consiste nell’analisi automatica dell’immagine scanner, utilizzata per velocizzare le ispezioni fisiche delle merci nei punti doganali. Attraverso algoritmi di riconoscimento e confronto, i sistemi intelligenti individuano in tempo reale eventuali anomalie o incongruenze tra dichiarazione e contenuto dei container, ottimizzando i tempi dei controlli e aumentando l’affidabilità dei risultati”.
“Lasciatemi sottolineare che queste innovazioni si basano sull’impiego di algoritmi predittivi e sistemi di automazione che non sostituiscono il fattore umano, bensì lo affiancano potenziandone le capacità decisionali. Infatti, l’obiettivo non è la sostituzione dell’esperienza e del giudizio degli operatori, bensì la creazione di un ambiente digitale collaborativo in cui la tecnologia amplifichi le competenze, riduca i margini di errore e renda più efficiente l’intera catena dei controlli. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale può divenire pertanto uno strumento chiave per costruire una dogana moderna e proattiva”.

“Tuttavia, i dati che la alimentano, oltre a dover soddisfare elevati standard qualitativi, necessitano di adeguata tutela. In un contesto amministrativo sempre più interconnesso e dipendente dalla elaborazione di grandi volumi di dati, la protezione dell’informazione costituisce infatti un requisito imprescindibile per garantire la credibilità, l’efficienza e la trasparenza dell’azione pubblica. A questo proposito, l’Agenzia ha adottato un modello di sicurezza multilivello, progettato per assicurare la protezione delle infrastrutture critiche e delle banche dati attraverso un approccio integrato conforme al regolamento europeo sulla protezione dei dati e alle linee guida emanate dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Il modello combina tecnologie avanzate di difesa perimetrale e la logica con rigorose procedure di controllo interno, garantendo che ogni operazione sia tracciabile, verificabile e conforme ai principi di accountability”.
“Elemento cardine del sistema è il Security Operations Center interno, che assicura un monitoraggio costante dei sistemi informativi, rilevando in tempo reale eventuali tentativi di intrusione comportamentali e vulnerabili. Il SOC rappresenta la cabina di regia della sicurezza digitale, dove analisti specializzati supervisionano quotidianamente la stabilità dei sistemi e attivano procedure di risposta immediata in caso di minaccia. A completamento della delineata architettura, l’Agenzia ha implementato sistemi di autenticazione forte e gestione granulare degli accessi, che permettono di definire livelli di autorizzazione specifici per ciascun profilo utente, riducendo al minimo il rischio di accessi non autorizzati o uso improprio dei dati. Ogni accesso e ogni operazione su sistemi informativi viene registrato, criptato e sottoposto a verifiche periodiche, in un’ottica di massima trasparenza e tracciabilità”.
“L’uso dei dati è fine del controllo della compliance e dell’accertamento, anche alla luce delle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale, rappresenta una frontiera ancora tutta da esplorare. Non di meno, il nostro impianto costituzionale impone di contemperare la tutela degli interessi finanziari nazionali dell’Unione, con un irrinunciabile nucleo di diritti di cui il contribuente è titolare. Mi riferisco non solo alla distribuzione dei dati personali e di business, ma anche alla trasparenza delle procedure e di un contraddittorio effettivo. Occorre dire infatti che in più occasioni la giurisprudenza dell’Unione e quella nazionale hanno rimarcato l’esigenza di contestualizzare la valenza delle risultanze derivanti dalle banche dati, in un’ottica di supporto all’attività di accertamento come disciplinata dalle norme dell’Unione e da quelle nazionali primarie. Solo un adeguato bilanciamento tra tutte le istanze in gioco consentirà dunque di sfruttare realmente a pieno le prerogative che le nuove tecnologie possono offrire”.
“Gli altri Paesi europei hanno tantissime agenzie, noi ne abbiamo in realtà poche. Poi le dogane in questo momento vivono una fase storica e geopolitica strategica. Io mi sono insediato tre anni fa quasi in agenzia e mi sono trovato nel pieno di questo processo di integrazione europea che è stato accelerato anche in virtù del conflitto russo-ucraino, perché l’America per esempio ha fatto presente che tutta una serie di pacchetti sanzionatori venivano violati da molti stati membri. E quindi in realtà si è messo in moto tutto un meccanismo che sta portando alla realizzazione di un complesso processo di integrazione europea che vede proprio come fase terminale la nascita di un’unica autorità doganale che sarà poi un’unica centrale di rischi con cui andare a leggere i profili di realtà di rischi con riferimento a tutto il fenomeno del commercio internazionale”. sm/AGIMEG

