Albo PVR Servizio in aggiornamento…
ore 12,07: Gli avvocati Luca Porfiri, Alvise Vergerio di Cesana, Maria Teresa Parrelli, Marco Ripamonti e Riccardo Ripamonti, riguardo ai propri ricorsi, segnalano che il Collegio ha recepito la trattazione dei ricorsi stessi, trattenendo le cause in decisione. In particolare, il Collegio si è riservato di verificare l’interesse degli attuali concessionari in esito alla gara, riservando di chiedere chiarimenti sul punto. Gli avvocati hanno, tuttavia, fatto presente che tale richiesta non sarebbe necessaria per i ricorsi PVR, il cui interesse rimane attuale e cristallino. Attendono quindi, fiduciosi, il verdetto dei Giudici di Palazzo Spada.
ore 11,46: L’avvocato Mariateresa Parrelli ad Agimeg: “il Presidente vuole sapere delle società ricorrenti chi ha ottenuto la concessione, cioè precisare la posizione di ciascun ricorrente per capire l’interesse ancora a questo ricorso che ha ad oggetto la determina dei PVR”. Una verifica ritenuta necessaria per inquadrare correttamente la legittimazione attuale di ogni operatore.
L’avvocato ha ricordato come il collegio difensivo rappresenti l’unico gruppo ad aver presentato ricorsi specifici anche per i PVR, un elemento che conferisce particolare rilievo al lavoro svolto. Come spiegato, i ricorsi sono stati articolati in maniera distinta, suddividendo i PVR in diverse categorie – tra cui bar, circoli e internet point – perché ogni tipologia presenta interessi tutelabili differenti. I PVR dei circoli, ad esempio, puntano a evitare il rischio di esclusione, mentre gli internet point mirano a impedire l’applicazione del divieto previsto dalla legge Balduzzi.
Parrelli ha inoltre richiamato l’attenzione su un punto cruciale: le norme sul limite di ricarica dei 100 euro sono già pienamente vigenti. Ciò comporta che molti PVR si trovano già oggi coinvolti in accertamenti e in procedimenti sanzionatori. “Ci ritroviamo come avvocati a difendere i PVR che hanno già degli accertamenti in corso e già delle sanzioni”, ha spiegato, sottolineando che la questione non è più teorica ma immediatamente operativa.
La situazione è aggravata dal fatto che la Guardia di Finanza ha già avviato verifiche fiscali sul rispetto del limite dei 100 euro, coinvolgendo non soltanto i PVR ma anche i concessionari in regime di responsabilità solidale. “Stiamo parlando di centinaia di PVR oggetto di accertamento e quindi possibile sanzione, stiamo parlando di milioni di euro”, ha ribadito Parrelli, evidenziando la necessità che la Corte si pronunci quanto prima almeno sulla parte relativa ai PVR.
Una definizione del quadro giuridico è essenziale per garantire certezza agli operatori e permettere di gestire correttamente una materia che sta già producendo effetti concreti sul territorio.
“La faccenda dei PVR sarà tenuta in decisione, invece per i ricorsi delle società la sensazione è che verrà chiesto un rinvio per darci la possibilità di precisare quali, tra le società ricorrenti, ha ottenuto la concessione e chi no. Distinguere quindi i ricorsi dei PVR da quelli delle società concessionarie ricorrenti, tenendo in considerazione che ci sono moltissimi altri ricorsi e quindi il Consiglio di Stato avrà interesse a fare un’unica discussione”.
ore 11,16: Al termine dell’udienza, l’avvocato Alvise Vergerio Di Cesana ha rilasciato ad Agimeg alcune dichiarazioni anche a nome degli altri legali con cui ha collaborato, quali Marco e Riccardo Ripamonti, Mariateresa Parrelli e Luca Porfiri.
“È un bene che siano stati discussi questi ricorsi, i giudici vogliono capire bene la variazione da concessionari in proroga ad aggiudicatari per comprendere come qualificare correttamente gli interessi di un PVR. È una precisazione giusta ma bisogna tutelare gli interessi di un PVR che chiedono di esercitare un diritto. La Corte ha recepito tutte le nostre necessità. La definizione completa del merito la aspettiamo presumibilmente verso giugno, con una prima pronuncia magari verso marzo, perché alcuni ricorsi – pur avendo le stesse censure – sono discussi separatamente. Per questo non è escluso che possano venire accorpati, così come può accadere che con un’ordinanza si richiedano dei chiarimenti preliminari sul discorso delle concessioni”.
ore 10,48: Udienza terminata
ore 10,44: Avvocatura: secondo la circolare dei Monopoli la sentenza 104 della Corte costituzionale non incide sulla legittimità della disciplina dei PVR perché riguarda la disposizione di una disciplina pubblica di un dispositivo che si colleghi a Internet, nella fattispecie a un conto di gioco online. Il provvedimento impone di calibrare gli accertamenti in modo proporzionale laddove si acceda a canali di gioco non legali. Quindi non è idonea a vanificare un’altra norma, ma c’è la volontà di introdurne una nuova nella prossima legge di bilancio.
Difesa: gli apparecchi di intrattenimento non sono inclusi nella possibilità di esercitare funzioni di PVR, e in questo caso specifico in cui non manegerebbero soldi
ore 10,41: Difesa (Sisal): laddove l’esito dell’udienza raccolga tutte le altre, si ragioni sulla fissazione di diversi appelli che sono tuttora pendenti.
Magistrati: il contenzioso è molto vasto, sta a noi che interpretiamo decidere i modi di definizione, poi fate bene a richiamare le esigenze dei PVR
Difesa: a valle di quei verbali stiamo parlando di sanzioni di milioni di euro
Magistrati: non è questo l’oggetto della discussione, mettiamo ordine processuale perché l’interesse non è stato ben espresso. Serve ordine concettuale. La posizione è chiara, dobbiamo valutare l’autonomia dei PVR e poi tutte le altre questioni rifacendoci anche sulle altre sentenze per prendere la decisione di merito, quale che essa sia. Prima di scrutinare gli esiti, bisogna capire a che titolo siete qui. Per ora siamo nel diritto soggettivo, non oggettivo. Non siamo il grande fratello che tutela la legalità, noi tuteliamo gli interessi azionati dalle parti
Avvocatura: qui stiamo contestando l’intero settore
Magistrati: qui parliamo di interesse comune, arriveremo sicuramente in tempi rapidi a definire queste controversie. È chiaro che stiamo contestando l’intera disciplina, sono stati richiamati persino indirizzi di governi. Ma le regole processuali sono la strettoia in cui dobbiamo passare
Difesa: dateci il tempo per delle note se lo ritenete necessario, per quanto la posizione dei ricorrenti è evidente da altre pronunce precedenti
Difesa (RIPAMONTI): in merito all’espulsione degli internet point rispetto alla possibilità di svolgere attività di PVR, nella determina viene riproposto un limite in modo pedissequo di una norma dichiarata incostituzionale con sentenza 104/2025 sul decreto Balduzzi in merito all’art 7 sul divieto di installazione di postazioni telematiche per libera navigazione con cui ci si può connettere a piattaforme di gioco. Ora quella determina poggia proprio anche su questo disposto normativo dichiarato incostituzionale. L’incidente costituzionale si è fondato sulla salute pubblica, io comprendo le deduzioni della controparte sull’ordine pubblico, ma è un argomento che non ha fondatezza perché parlare di ordine pubblico sulla raccolta di gioco a distanza è incoerente. Noi sappiamo che dal 2007 il monopolio di Stato ha il dovere di oscurare i siti non autorizzati. C’è una blacklist che contiene circa 15 mila siti inibiti. Gli unici portali raggiungibili sono quelli autorizzati dallo Stato, per i quali io posso interagire solo se sono titolare di un conto di gioco con cui si sottoscrive un contratto. Il problema dell’ordine pubblico è un falso problema, perché l’Internet point non mette in grado di interagire con siti non autorizzati. Se questa locuzione è la stessa di una norma dichiarata incostituzionale, chiaramente questa disposizione a maggior ragione non ha alcuna attinenza con l’ordine pubblico
ore 10,31: Magistrati: siete tanti e avete scritto in abbondanza, abbiamo chiaro il problema. C’è un problema processuale e si deve incanalare sui giusti binari. Abbiamo sintetizzato i problemi in astratto.
Difesa: i verbali della Finanza stanno esaminando tutto il 2025, stanno avendo effetto retroattivo e l’interesse sta diventando molto importante.
Magistrati: non possiamo pretendere che la GDF agisca in modo sempre cristallino davanti a una normativa così complessa, voi siete costretti a inseguire tutti i verbali. Non ci avete aiutato fino in fondo perché le posizioni cangianti non sono state segnalate
Avvocatura dello Stato: sono attività parallele che sono giustificate e non riguardano direttamente ADM ma la GdF. ADM chiede solo di esercitare il potere sanzionatorio. Stamattina è stata discussa in sede cautelare un’altra causa di un operatore. I contenziosi sono numerosi, l’avvocatura ha l’esigenza che siano tutte fissate a oggi ma questo non è stato possibile. Lo segnalo per l’importanza della decisione che sarà presa e affinché il collegio ne tenga conto
ore 10,25: Difesa: mentre ADM ha da sé sospeso l’albo, i PVR operano senza sospensione quindi quale disciplina si deve applicare? Il regime di proroga è cessato con l’avvio delle nuove concessioni
Magistrati: i PVR sono quindi in posizione riflessa dei concessionari
Difesa: non c’è posizione riflessa, ci si può vendere a qualunque concessionario. I ricorsi dei PVR hanno forte interesse perché hanno ricevuto sanzioni. Il limite è attuale ed è rimasto lo stesso. ADM e GDF stanno continuando a sanzionare in base a una determina sospesa, e se i PVR sono sanzionati tre volte poi devono chiudere con il concessionario che è tenuto a risponderne
ore 10,22: Avvocatura dello Stato: anche qui l’interesse ha mutato aspetto, tutta la vicenda è cambiata in itinere. ADM doveva comunque svolgere la gara. In sede cautelare non c’è stata alcuna sospensione. La vicenda è andata avanti, ADM ha congelato l’applicazione dell’albo e le altre misure, che sono proporzionate e adeguate tra cui quella dei 100 euro settimanali. Il punto è che però esistono una serie di contenziosi, tra cui quelli di cui discutiamo oggi, ma ce ne sono tantissimi altri e servirebbe un accorpamento complessivo. Non finirà qui la vicenda. Nemmeno ADM sa se tutti hanno partecipato. L’assorbimento si fondava sull’illegittimità della misura per i concessionari in proroga. Questo motivo è stato censurato, perché è evidente che la cosa poteva avere degli effetti sull’operatività degli esercizi. La necessità è che l’albo entri in vigore, a maggior ragione ora che molti dei concessionari non sono più in proroga ed è un elemento da accertare preliminarmente in tempi relativamente brevi, altrimenti tutta la questione dei PVR resta sospesa
ore 10,15: Avvocato della difesa: “È molto importante che il collegio si pronunci su questa determinazione. Sappiamo che la Guardia di Finanza ha contestato la violazione di una misura, quella del limite dei 100 euro, che non ha a che fare con l’albo. Ci siamo ritrovati a tutelare i concessionari in proroga e non si sa come ci si deve comportare per questo limite. Giunge notizia che la coalizione di maggioranza ha presentato una normativa per elevare il limite da 5.000 a 10.000, noi intanto ci battiamo per un limite di 100 euro settimanali che è insensato perché deprime la funzione del PVR al punto che dovrebbe chiudere. La singola operazione ha un senso nel limite del riciclaggio, ma è un impedimento al giocatore sul proprio conto di gioco. Non ci sono disposizioni su una ricarica da conto bancario, al massimo ci possono essere segnalazioni. L’aggravante del sistema è quando metto i soldi sul conto gioco, non posso più ritirarli. Posso solo giocare. Se voglio ritirare i soldi che ho messo sul conto, devo chiuderlo. Questo danneggia anche l’erario, perché quando il soggetto ha immesso i soldi nel conto di gioco si produce un’entrata fiscale. Per questo il governo ha deciso di aumentare i limiti per reperire risorse. C’è idiosincrasia. Questo governo sbatte contro se stesso. Le determine sono ingiustificate, ci sono preclusioni per diversi esercizi commerciali che sono incostituzionali, come violazione dell’art 41, oltre che in violazione della normativa europea. Il limite dei 100 euro non ha giustificazione perché l’Europa spinge per l’uso del contate perché l’economia sta morendo”
ore 10,18: Magistrato: “la sentenza quindi non rispecchia il vostro interesse. Se ci fosse un’inapplicabilità, voi avreste interesse?
Difesa: sì certo
Difesa: “Quando alcuni hanno riportato censure analoghe alla disciplina di gara, è stato detto che sono disposizioni che opereranno in fase esecutiva”
Magistrati: è chiaro che il vostro interesse è contestare il merito della determina. Ciascuno dovrebbe dichiarare qual è l’interesse attuale, chiaramente voi mi fate presente un paradosso. Forse la cosa migliore è che noi fissiamo un’altra data e voi aggiornate la veste in cui vi presentate e noi valutiamo poi l’interesse attuale”
ore 10,12: E’ cominciata l’udienza.
Giornata importante per i PVR, i Punti Vendita Ricariche. Si tiene, infatti, oggi l’udienza di merito al Consiglio di Stato in cui si deciderà sulla legittimità dell’istituzione dell’Albo dei PVR e il relativo obbligo di iscrizione previsto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, controparte degli operatori nei vari procedimenti su cui si pronuncerà Palazzo Spada.
Nei giorni scorsi, PVR di tutte le regioni italiane hanno risposto ad alcune domande sullo speciale di Agimeg dedicato ai Punti Vendita Ricariche. Tra i quesiti ce n’era anche uno dedicato proprio all’Albo dei PVR. Ecco in sintesi le risposte dei PVR sulla questione.
Dalle testimonianze raccolte emerge una posizione ampiamente favorevole verso l’istituzione dell’Albo dei PVR, considerato da molti esercenti uno strumento utile per dare ordine, trasparenza e qualificazione al settore. La visione positiva, però, si accompagna quasi ovunque a una condizione precisa: l’Albo deve essere semplice, accessibile e non trasformarsi in un ostacolo burocratico o economico.
Diverse risposte definiscono l’Albo “un passo nella direzione giusta” se l’obiettivo è valorizzare i punti vendita che già operano con correttezza, distinguendoli da chi non rispetta le regole. Una posizione condivisa anche da molte attività del Nord, dove il tema della qualificazione e della trasparenza emerge in modo molto netto: un registro ufficiale, spiegano, aiuterebbe a chiarire chi lavora bene, a rafforzare la fiducia degli utenti e ad allineare il comparto agli standard già presenti in altri segmenti del gioco regolamentato.
Parallelamente, anche nelle aree del Centro e del Mezzogiorno, l’Albo è visto come un’opportunità per “fare pulizia”, mettere ordine e riconoscere il lavoro dei punti vendita seri. Molti aggiungono che una misura simile potrebbe offrire maggiore tutela sia agli esercenti sia ai clienti, consolidando la percezione di legalità e professionalità del servizio.
Accanto a questo consenso, però, emerge con forza una preoccupazione onnipresente e trasversale: il rischio che l’Albo diventi un aggravio burocratico o economico. Alcuni PVR parlano apertamente del timore che l’Albo si trasformi in “un’ulteriore tassa”, mentre altri chiedono procedure snelle, chiare e prive di ostacoli che costringano a ricorrere a consulenti esterni.
Il valore attribuito all’Albo, dunque, è molto elevato, ma condizionato a un principio semplice: l’Albo deve essere uno strumento di qualificazione, non un peso. Gli esercenti chiedono che venga progettato con criteri trasparenti, univoci e proporzionati, in modo da sostenere chi è già in regola e da evitare che il servizio — descritto più volte come un’attività di prossimità — venga rallentato da burocrazia e costi aggiuntivi.
Nel complesso, il giudizio che emerge è chiaro e coerente: l’Albo è considerato un passo avanti importante, utile a dare dignità e riconoscimento alla categoria, ma la sua efficacia dipenderà interamente da come verrà costruito. Se sarà semplice, pratico e pensato per valorizzare chi opera correttamente, gli esercenti lo accoglieranno come uno strumento prezioso. Se invece sarà complesso o oneroso, rischierà di trasformarsi nell’ennesima complicazione per un settore che, pur desideroso di ordine, non può permettersi ulteriori barriere operative.
sm/AGIMEG










