L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha ufficialmente dato il via alla consultazione pubblica sul nuovo schema del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza 2026-2028. La procedura, della durata di trenta giorni, punta a raccogliere contributi esterni. Nella strategia, per il prossimo triennio, l’AGCOM ha posto un focus anche sul comparto del gioco con vincite in denaro.
All’interno dell’Allegato A alla delibera, il Piano analizza i rischi corruttivi legati a due pilastri fondamentali dell’azione dell’Autorità: la vigilanza e il potere sanzionatorio in materia di divieto di pubblicità del gioco.
Vigilanza sul divieto di pubblicità: i rischi identificati
La prima attività sotto osservazione riguarda la vigilanza sul rispetto delle norme in materia di divieto della pubblicità del gioco. Questa competenza, affidata alla Direzione Servizi Media, è considerata un’area sensibile a causa del forte valore economico e sociale degli interessi in gioco.
Secondo il documento Agcom, gli eventi a rischio corruttivo identificati per questa funzione includono:
- Influenze esterne: il rischio che soggetti terzi o portatori di interessi di parte possano condizionare la scelta delle priorità di intervento regolatorio.

Attività sanzionatoria: trasparenza e imparzialità
La seconda macro-area riguarda l’Ufficio disciplina, vigilanza e sanzioni dei servizi media. Qui l’attenzione si sposta sulla fase esecutiva e punitiva, ovvero l’irrogazione delle sanzioni per violazione del divieto pubblicitario (Decreto Dignità).
In questo caso, il Piano 2026-2028 individua rischi specifici legati alla gestione delle istruttorie:
- Valutazione distorta: il pericolo che l’analisi dei fatti sia orientata a favorire un interesse particolare invece della tutela della legalità.
- Manipolazione delle informazioni: il rischio di privilegiare alcuni elementi probatori a scapito di altri, con l’obiettivo di influenzare l’esito della preistruttoria e, di conseguenza, l’entità o l’applicazione della sanzione stessa.

Perché è importante la consultazione pubblica?
La decisione di Agcom di sottoporre il Piano a consultazione per trenta giorni risponde alla necessità di garantire la massima trasparenza. cdn/AGIMEG

