ADM: sequestrati quasi 6 tonnellate di bicchieri di carta con falsa indicazione “Made in Italy” al porto di Augusta

Nell’ambito delle attività di controllo a tutela del mercato e dei consumatori, il personale dell’UADM Sicilia 3 – Sede di Siracusa – Distaccamento Locale del Porto di Augusta – hanno sequestrato un ingente quantitativo di prodotti recanti una falsa indicazione di origine.

L’operazione è scaturita da un controllo doganale effettuato su una spedizione di importazione, presentata per l’immissione in libera pratica presso il terminal container del porto commerciale di Augusta. Nel corso della visita fisica della merce, i funzionari doganali hanno individuato numerosi cartoni contenenti bicchieri di carta sui quali era riportata, sul bordo inferiore, la dicitura “Made in Italy”.

I successivi accertamenti documentali hanno evidenziato che i prodotti risultavano invece di origine cinese, come indicato nella documentazione commerciale e doganale relativa alla spedizione. La presenza della dicitura “Made in Italy” sui prodotti è stata quindi ritenuta fallace e idonea a trarre in inganno i consumatori sull’origine delle merci. Alla luce delle verifiche effettuate, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno proceduto al sequestro di 1.489 colli contenenti bicchieri di carta, per un peso complessivo netto di circa 5.896 kg (oltre 6,6 tonnellate lorde).

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I reati configurati

La merce era custodita all’interno di un container giunto nel porto di Augusta nell’ambito di un’operazione di importazione commerciale. La condotta contestata integra le ipotesi di reato previste dall’art. 517 del codice penale (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) e dall’art. 4, comma 49, della legge n. 350/2003, che puniscono la commercializzazione o l’importazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di origine o provenienza.

L’operazione conferma il costante impegno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto alla diffusione di merci con indicazioni di origine ingannevoli, fenomeno che danneggia i consumatori, altera le regole della concorrenza e lede la reputazione delle produzioni italiane.

Il procedimento è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria competente per le ulteriori valutazioni di legge. sm/AGIMEG