A Grosseto, il Consiglio comunale ha approvato una mozione sul contrasto al gioco d’azzardo patologico, superando la logica dei semplici divieti e puntando su una strategia di comunità che unisce limitazione degli orari, incentivi per i locali virtuosi e prevenzione capillare nelle scuole e nei centri anziani.
Grosseto dice no alla ludopatia: cosa prevede la nuova mozione
Il provvedimento, promosso e sostenuto dai consiglieri di diverse forze politiche (Gruppo misto, Udc, Popolari, Noi Moderati e Azione — tra cui Gabbrielli, Pettrone, Cucchi, Pieraccini e Cerboni), introduce un piano d’azione articolato su tre direttrici principali:
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Stretta sugli orari delle slot: l’obiettivo è limitare l’orario di funzionamento degli apparecchi per interrompere la continuità del gioco compulsivo.
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Marchio etico “No Slot”: viene istituito un riconoscimento speciale per gli esercizi commerciali che scelgono di rinunciare ai profitti del gioco, accompagnato da agevolazioni economiche e fiscali.
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Prevenzione e sensibilizzazione: in collaborazione con le associazioni del territorio, partiranno percorsi formativi continuativi rivolti soprattutto agli studenti delle scuole secondarie e agli anziani frequentatori dei centri sociali.
Non solo territorio: l’appello al Governo per norme nazionali più rigide
Oltre agli interventi locali a Grosseto, la mozione conferisce un mandato preciso al sindaco affinché si faccia portavoce presso il Governo e il Parlamento. La richiesta è quella di varare riforme strutturali a livello nazionale, tra cui:
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Il divieto assoluto di pubblicità legata al gioco.
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Normative più severe per regolamentare e limitare il gioco online.
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Un incremento delle risorse destinate ai SerD (Servizi per le Dipendenze) e ai servizi sociali per supportare concretamente le famiglie colpite dalla ludopatia.
cdn/AGIMEG










