Regno Unito, la Gambling Commission rafforza la lotta al gioco illegale: oltre 266.000 URL rimossi in un anno

Sarah Gardner, direttrice generale ad interim della Gambling Commission, è intervenuta il 20 ottobre a Lima alla conferenza dell’IAGR, l’associazione internazionale dei regolatori del gioco. Ha fatto il punto sul mercato britannico e sulla lotta al gioco illegale.

Nell’anno chiuso a marzo 2026 i ricavi lordi del gioco (GGR) in Gran Bretagna sono saliti a 17,5 miliardi di sterline (+4,4%), che diventano 13,2 miliardi escluse le lotterie (+4,7%). Il gioco a distanza, in larga parte online, ha raggiunto 8,3 miliardi (+6,9%).

Secondo la Gambling Survey for Great Britain (GSGB), il 47% degli adulti ha giocato nelle quattro settimane precedenti l’indagine. La quota scende al 27% escludendo chi partecipa solo alle lotterie, con livelli stabili da tempo.

Gardner ha richiamato anche le novità fiscali decise dal Governo britannico con la legge di bilancio di novembre, in gran parte in vigore da aprile, di cui è ancora presto per valutare l’impatto. Il nuovo Governo, insediato in estate, ha inoltre annunciato di voler esaminare come opera il gioco nelle comunità locali.

Ai vertici della Commissione si è insediata come presidente Ruth Evans, mentre Sarah Fox ha assunto gran parte delle deleghe di Tim Miller. È in corso la selezione del successore di Andrew Rhodes alla direzione generale.

Gambling Commission, contro il gioco illegale 26 milioni di sterline in tre anni dal Governo

La legge di bilancio ha destinato alla Commissione 26 milioni di sterline in tre anni per la lotta al gioco illegale, con una prima tranche da 7 milioni disponibile da aprile.

Già nell’esercizio 2025/26, prima dei nuovi fondi, il regolatore ha inviato 741 diffide a inserzionisti e operatori. Ha segnalato inoltre ai motori di ricerca 397.527 URL.

Nello stesso periodo sono stati rimossi 266.667 URL, mentre 1.068 siti sono stati segnalati per la deindicizzazione e 1.134 sono stati chiusi o geobloccati.

“Con i primi 7 milioni stiamo aumentando le nostre risorse e la nostra attività, con l’obiettivo di rendere il più difficile possibile operare nel gioco illegale su larga scala in Gran Bretagna”, ha dichiarato Gardner. A breve la Commissione potrà chiedere al tribunale la sospensione di indirizzi IP e nomi di dominio.

La direttrice ha giudicato inaccettabile il comportamento dei fornitori di servizi agli operatori (B2B) che lavorano sia per siti con licenza sia per operatori illegali. Ha chiesto più impegno anche ai social media, a cui ha riconosciuto alcuni progressi. Lo stesso vale per pubblicità e affiliati, che spesso promuovono insieme operatori legali e illegali.

Sul fronte dei controlli sono emerse quest’anno carenze in materia di antiriciclaggio. Gardner ha smentito infine i fornitori che presentano i propri sistemi come approvati dalla Gambling Commission: il regolatore non approva alcun prodotto o fornitore.

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Verifiche finanziarie, la Gambling Commission conferma le FRA: coinvolto meno del 3% dei conti

A luglio la Commissione ha deciso di introdurre le valutazioni del rischio finanziario (Financial Risk Assessments, FRA), previste dalla revisione del Gambling Act.

Le FRA danno agli operatori accesso a dati limitati delle agenzie di informazione creditizia. Le verifiche non hanno effetti sul merito creditizio del cliente e i dati non possono essere usati a fini commerciali. A regime riguarderanno meno del 3% dei conti, quelli con la spesa più alta, con richieste aggiuntive al cliente solo nello 0,1% dei casi.

Dalla sperimentazione è emerso che questi giocatori hanno da due a quattro volte più probabilità di avere un piano di gestione del debito rispetto alla popolazione generale. Le probabilità di un’insolvenza negli ultimi 12 mesi sono invece da due a cinque volte superiori. La risposta completa alla consultazione sarà pubblicata in autunno.

Gardner ha difeso anche la GSGB dalle critiche. Secondo il rapporto 2025, il 2,4% degli adulti ha un punteggio pari o superiore a 8 nell’indice di gravità del gioco problematico (PGSI), in calo dal 2,7% del 2024. L’intervento integrale di Gardner è disponibile QUI. fp/AGIMEG