Dall’alcol e cannabis al gioco d’azzardo patologico: la Commissione Sanità delle Marche dà il via libera al nuovo Piano triennale regionale integrato dipendenze 2026-2028, licenziato con il voto favorevole della maggioranza e l’opposizione dei gruppi di minoranza.
Un’approvazione al veleno: tensioni e ritardi sulla tabella di marcia
L’iter del provvedimento non è stato privo di ostacoli. Sebbene sia arrivato il via libera dal centrodestra, anche all’interno della maggioranza non sono mancati momenti di tensione. Nel verbale sono stati messi a referto diversi aspetti da chiarire, a partire dal nodo principale: il ritardo nell’approvazione.
Con il mese di ottobre ormai giunto al termine, il Piano dovrà passare prima al vaglio della Commissione Bilancio, del Cal (Consiglio delle Autonomie Locali) e del Crel (Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro). Il voto finale nell’Assemblea legislativa è previsto indicativamente per novembre, compromettendo di fatto l’efficacia della prima annualità della programmazione triennale.
Risorse ed interventi: 12,8 milioni di euro per le cinque AST
Il finanziamento complessivo ammonta a 12,8 milioni di euro, – riporta Il Corriere Adriatico – che saranno gestiti direttamente dalle cinque Aziende Sanitarie Territoriali (AST) marchigiane.
La ripartizione dei fondi previsti comprende:
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7,5 milioni di euro destinati alla lotta contro le dipendenze da sostanze (alcol e droghe).
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5,3 milioni di euro dedicati al contrasto del gioco d’azzardo patologico.
La strategia regionale si svilupperà lungo tre direttrici principali: prevenzione, presa in carico con cura e reinserimento sociale, e formazione specifica per gli operatori del settore. Ogni AST avrà il compito di attuare progetti mirati per raggiungere gli obiettivi fissati.
Le critiche dell’opposizione: “Piano tardivo e privo di visione”
Dure le reazioni della minoranza consiliare. Andrea Nobili, capogruppo di AVS e relatore di minoranza sul provvedimento, definisce la misura insufficiente e priva di una reale capacità programmatoria:
“La Regione rischia ancora una volta di sommare progetti senza costruire fino in fondo una politica organica sulle dipendenze. Stiamo discutendo nella parte finale del 2026 un Piano che dovrebbe coprire il triennio 2026-2028: è ipotizzabile che i nuovi interventi partiranno solo a metà 2027, con il rischio concreto di interrompere o sospendere i servizi già attivi.”
Secondo il consigliere di opposizione, il testo non chiarisce come affrontare un quadro sociale profondamente mutato, lasciando insoluti interrogativi cruciali sulla copertura dei servizi, sui tempi di accesso e sull’effettiva capacità di intercettare le oltre 16 mila situazioni a rischio stimate tra gli adolescenti. cdn/AGIMEG










