Underdog porta davanti al giudice federale lo scontro con il Tennessee sui prediction market. La società vuole impedire alle autorità statali di applicare le norme sul gioco ai suoi contratti legati agli eventi sportivi, dopo una diffida che le ha intimato di interrompere l’offerta nello Stato.
Il ricorso è stato depositato il 13 ottobre scorso presso la U.S. District Court for the Middle District of Tennessee, a Nashville. A promuoverlo sono Underdog Exchange DCM e UDM, operante come Underdog Predict. Tra i convenuti figurano l’Attorney General Jonathan Skrmetti e i vertici del Tennessee Sports Wagering Council.
La diffida del Tennessee e il rischio per la licenza fantasy sports
Secondo quanto ricostruito nell’atto introduttivo, il 9 ottobre il regolatore ha chiesto lo stop immediato ai contratti sportivi. La posizione dello Stato è che questi prodotti costituiscano scommesse e richiedano una licenza rilasciata dal Council.
Il ricorso riferisce che la diffida prospetta sanzioni e possibili indagini, oltre al rischio di revoca della licenza fantasy sports detenuta da Underdog Sports, società affiliata distinta dalle ricorrenti. Per Underdog, queste minacce espongono l’attività e i rapporti con gli utenti a danni non riparabili attraverso un successivo risarcimento.
Cosa chiede Underdog al tribunale
La società ha domandato una pronuncia dichiarativa sull’inapplicabilità delle norme statali contestate e un’ingiunzione permanente che ne impedisca l’esecuzione contro le proprie attività sui mercati regolamentati a livello federale.
La tesi delle ricorrenti è che il Commodity Exchange Act attribuisca alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) una competenza esclusiva su tali contratti. L’intervento del Tennessee violerebbe quindi la clausola costituzionale che sancisce la prevalenza del diritto federale. Si tratta della posizione sostenuta nel ricorso e delle misure richieste al giudice.
Il precedente Kalshi: la decisione del Sesto Circuito
La nuova causa arriva dopo il pronunciamento del Sesto Circuito del 25 settembre nei contenziosi di Kalshi con Ohio e Tennessee. Esaminando le richieste di tutela cautelare, la Corte d’appello ha ritenuto che l’operatore non avesse dimostrato la probabilità di successo della tesi secondo cui il diritto federale impedirebbe l’applicazione delle norme statali sul gioco.
La Corte ha confermato il diniego dell’ingiunzione preliminare in Ohio, annullato quella concessa in Tennessee e rinviato i procedimenti per il seguito. Quel provvedimento riguarda Kalshi e la fase cautelare: non costituisce una decisione sul nuovo ricorso di Underdog.
Un contenzioso che attraversa più Stati
Underdog ha già avviato altre azioni contro le restrizioni statali ai prediction market. Tra queste rientra il ricorso contro il Connecticut, nel quale la società ha rivendicato la competenza federale sui contratti evento sportivi.
Il caso Tennessee ripropone dunque la questione centrale di questi procedimenti: se la supervisione federale dei mercati dei derivati escluda, per i prodotti contestati, l’applicazione delle regole statali sulle scommesse. sb/AGIMEG










