Serie A, i fondi puntano sul business estero: nel mirino anche scommesse e sponsor

I grandi fondi di private equity puntano sul business internazionale della Serie A. Carlyle, Bain Capital, Oaktree e l’italiana Nextalia starebbero preparando offerte vincolanti per acquisire una partecipazione di minoranza nella società destinata a riunire le attività commerciali estere della massima divisione calcistica italiana.

Nel perimetro dell’operazione non rientrerebbero soltanto i diritti audiovisivi internazionali della Serie A, ma anche le attività sviluppate all’estero nel settore delle scommesse e delle sponsorizzazioni. È questo l’elemento di maggiore interesse per il comparto del gioco contenuto nell’indiscrezione pubblicata da Reuters, che cita tre fonti vicine al dossier.

Serie A, offerte per una quota compresa tra il 10% e il 20%

Gli investitori – secondo quanto riporta Reuters – sarebbero pronti a presentare offerte per acquisire una partecipazione compresa tra il 10% e il 20% della società-veicolo. Il valore complessivo dell’attività potrebbe essere compreso tra 3 e 4 miliardi di euro.

Le offerte vincolanti sarebbero attese entro il 4 settembre 2026. Al momento, tuttavia, non è stato selezionato alcun investitore e non risulta concluso alcun accordo.

La Serie A è assistita da JPMorgan, che avrebbe iniziato nei mesi scorsi a sondare l’interesse dei principali fondi internazionali per la possibile cessione della quota.

Nel veicolo anche il business internazionale delle scommesse

Non si tratta dell’acquisizione della Lega Serie A né dell’acquisto integrale di una società già identificata. L’operazione riguarderebbe una partecipazione di minoranza in un veicolo dedicato alle attività internazionali del campionato.

Nel nuovo perimetro dovrebbero confluire i diritti televisivi della Serie A sui mercati esteri, le sponsorizzazioni internazionali e le attività commerciali collegate alle scommesse fuori dall’Italia.

Reuters non indica ancora una denominazione ufficiale della società e non fornisce dettagli sulla futura governance. La partecipazione proposta ai fondi sarebbe comunque limitata a una quota compresa tra il 10% e il 20%.

Il possibile ingresso del business delle scommesse nel nuovo veicolo internazionale arriva pochi giorni dopo il lancio della campagna “TRUE DATA” della Lega Serie A, iniziativa dedicata alla tutela e allo sfruttamento commerciale dei dati ufficiali delle partite nel settore del betting.

Valutazione fino a 4 miliardi di euro

Secondo le fonti citate da Reuters, il veicolo genererebbe circa 200 milioni di euro di “core earnings” e potrebbe raggiungere una valutazione compresa tra 3 e 4 miliardi.

La divisione internazionale dei diritti media della Serie A registra ricavi annuali nell’ordine dei 250 milioni di euro. Una cifra sensibilmente inferiore rispetto a quelle ottenute sui mercati esteri dalla Premier League inglese e dalla Liga spagnola, secondo i dati UEFA richiamati dall’agenzia di stampa.

Serie A

Negli ultimi anni la Serie A ha incontrato maggiori difficoltà nella vendita dei diritti audiovisivi internazionali. Tra le ragioni indicate figurano un calendario calcistico sempre più affollato, l’ampliamento della Champions League e la forte popolarità internazionale del campionato inglese.

Carlyle, Bain, Oaktree e Nextalia tra i fondi interessati

Tra i soggetti pronti a partecipare al processo figurerebbero Carlyle, Bain Capital, Oaktree e Nextalia. La presenza di Oaktree assume particolare rilievo perché il fondo statunitense è già proprietario dell’Inter.

La Serie A e i quattro potenziali investitori hanno scelto di non commentare le indiscrezioni. JPMorgan non aveva invece risposto alla richiesta di commento al momento della pubblicazione dell’articolo.

Per l’operazione servirà il voto favorevole di almeno 14 club

L’eventuale cessione dovrà ottenere il sostegno di almeno 14 delle 20 società della Serie A. Il passaggio assembleare rappresenterà quindi uno degli snodi decisivi dell’operazione.

Nel 2021 la Lega aveva già valutato l’ingresso di investitori esterni nelle proprie attività media. In quell’occasione un consorzio guidato da CVC aveva presentato un’offerta da 1,7 miliardi di euro per il 10% della società destinata a gestire i più redditizi diritti audiovisivi nazionali.

Il progetto non ottenne però il sostegno necessario dei club e venne abbandonato. L’attuale operazione presenta un perimetro differente, perché riguarda i diritti media e le altre attività commerciali sviluppate sui mercati internazionali. Le informazioni istituzionali sul campionato e sulla sua organizzazione sono disponibili sul sito ufficiale della Lega Serie A. sb/AGIMEG