Sotto la lente del Senato il Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025 e le disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2026.
Nei provvedimenti emergono importanti variazioni legate al settore dei giochi, con stanziamenti per vincite, aggi ai concessionari e maggiori entrate attese.
Residui tributari e quote dei proventi dei giochi
Nel Rendiconto viene sottolineato che i residui delle entrate tributarie ammontano a 121.579 milioni di euro. Di questi, il 63% (76.102 milioni) è costituito da somme da riscuotere, suddivise in 45.671 milioni relativi a esercizi precedenti e 30.431 milioni di nuova formazione. Rispetto al 2024 si registra una diminuzione di 6.394 milioni. Tali residui sono già stati ridotti negli anni per effetto di condoni fiscali, della cancellazione di crediti ritenuti non realistici e di ulteriori rettifiche legate alla scarsa esigibilità di molti crediti tributari.
La restante parte dei residui, pari a 45.476 milioni, riguarda le somme da versare, di cui 14.366 milioni riferiti a esercizi precedenti e 31.110 milioni all’esercizio 2025, con una diminuzione di 3.027 milioni rispetto al 2024. Questi residui derivano principalmente dai meccanismi di riversamento dei tributi agli enti ad autonomia differenziata e dal recupero di somme dovute allo Stato.
Negli ultimi anni si sono aggiunti nuovi fattori, tra cui le quote dei proventi dei giochi pubblici trattenute dai concessionari per aggi e pagamento delle vincite di piccolo importo, relativamente a lotto, lotterie e bingo. Tali somme, pari a 2.604 milioni di euro, vengono regolarizzate contabilmente anche nell’esercizio successivo e risultano in lieve aumento rispetto ai 2.338 milioni del 2024.
Entrate extratributarie, irregolarità e giochi
I residui delle entrate extratributarie ammontano complessivamente a 122.985 milioni di euro, di cui 5.103 milioni per somme da versare e 117.882 milioni per somme da riscuotere. Anche questi residui sono stati ridotti per effetto del condono tombale del 1991, per circa 9.897 milioni di euro.
Le somme da riscuotere si concentrano soprattutto nelle entrate derivanti dal controllo e dalla repressione di irregolarità e illeciti, pari a 73.023 milioni, che comprendono sanzioni tributarie e non tributarie, e nelle entrate da recuperi e rimborsi di spese, pari a 20.531 milioni, relative principalmente al recupero di pene pecuniarie e spese di giustizia.
Le somme ancora da versare si concentrano invece nelle categorie delle irregolarità e illeciti, per 801 milioni, e delle altre entrate extratributarie, per 3.253 milioni, generate soprattutto dalla gestione del gioco del lotto, del bingo e delle lotterie.
MEF, controlli della Guardia di Finanza e obiettivi sui giochi
Relativamente al capitolo Economia e Finanze, viene specificato che nel settore del gioco pubblico il Corpo della Guardia di Finanza ha vigilato sul corretto adempimento degli obblighi imposti dalla normativa fiscale e antiriciclaggio, al fine di tutelare gli attori della filiera regolare dalla concorrenza sleale di operatori abusivi e i giocatori da proposte di gioco illegali, contrastando le infiltrazioni della criminalità economica, anche di tipo organizzato.
Nel Piano degli obiettivi per programma del Ministero dell’Economia e delle Finanze rientrano il trasferimento di somme destinate ai rimborsi di imposte dirette e indirette; restituzioni di imposte e rimborsi; agevolazioni fiscali a favore delle famiglie per fornitura di energia e gas; ammortamento di beni immobili patrimoniali e beni mobili; gestione delle spese relative agli aggi su giochi e lotterie e al contenzioso in materia di giochi e lotterie, incluse le restituzioni delle cauzioni; recuperi tributari effettuati nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome; gestione delle vincite su scommesse ippiche e degli aggi relativi al servizio.
Rientra inoltre la convenzione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli per il controllo, l’accertamento e la riscossione delle imposte sulla circolazione delle merci, la garanzia della sicurezza sui giochi e il controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi.
MASAF: organizzazione e settore ippico
Il MASAF è organizzato in tre Dipartimenti:
- Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale (DIPACSR): comprende tre Direzioni Generali e due Uffici dirigenziali dedicati al coordinamento, monitoraggio e attuazione del Piano Strategico della PAC 2023-2027.
- Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica (DISAI): è composto da cinque Direzioni Generali, un incarico dirigenziale generale per attività di consulenza, studio e ricerca e tre Uffici dirigenziali che supportano la pianificazione strategica, il coordinamento giuridico-normativo, la cybersicurezza (NIS) e la resilienza dei soggetti critici.
- Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF): include tre Direzioni Generali e coordina gli uffici territoriali e i laboratori, svolgendo attività di controllo sulla qualità e di contrasto alle frodi nel settore agroalimentare.
Nel 2025 l’Amministrazione ha assicurato la continuità delle proprie funzioni istituzionali nei settori agricolo, agroalimentare, forestale, ippico, della pesca e dell’acquacoltura, in linea con gli indirizzi nazionali ed europei. Il Dipartimento della qualità agroalimentare e dell’ippica ha proseguito il percorso di innovazione e digitalizzazione, potenziando i sistemi informativi del SIAN con sei nuovi servizi e interventi di sviluppo sui sistemi esistenti.
Nel settore ippico sono state garantite le attività istituzionali, con particolare attenzione ai controlli antidoping e alla riduzione dei tempi di pagamento dei premi. Le politiche di rilancio hanno puntato sull’integrazione dell’ippica con il territorio, sulla valorizzazione della filiera italiana, sul benessere animale, sulla prevenzione del doping, sull’adeguamento agli standard internazionali, sulla riforma strutturale del comparto, sulla razionalizzazione delle risorse pubbliche, sulla promozione del settore e sul rafforzamento dell’allevamento quale elemento strategico per il MASAF.
Assestamento 2026: entrate tributarie ed extratributarie
Il provvedimento di assestamento aumenta le entrate tributarie di 5,28 miliardi di euro in competenza e 6,33 miliardi in cassa. Le principali variazioni riguardano:
- IRPEF: +2,325 miliardi in competenza e +2,647 miliardi in cassa;
- IVA: +2,198 miliardi in competenza e +2,750 miliardi in cassa;
- Imposta sostitutiva sui redditi da capitale e plusvalenze: +2,551 miliardi sia in competenza sia in cassa;
- iris: -2,599 miliardi in competenza e -2,495 miliardi in cassa.
Si registrano inoltre maggiori entrate extratributarie derivanti dai contributi UE per il PNRR, pari a +2,746 miliardi, dai dividendi delle società partecipate (+600 milioni), dal settore giochi e scommesse (+807 milioni) e dalle risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell’UE (+300 milioni).
Tali incrementi sono in parte compensati da minori entrate da sanzioni e interessi tributari, pari a -381 milioni in competenza e -301 milioni in cassa, e da una riduzione degli utili versati dalla Banca d’Italia (-228 milioni). Il documento riporta infine il confronto tra previsioni iniziali e assestate delle entrate tributarie ed extratributarie, sia in termini di competenza sia di cassa.
Giochi: 395 milioni per vincite e maggiori risorse per aggi
L’assestamento del bilancio 2026 prevede maggiori stanziamenti per circa 1,7 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi destinati a rimborsi e compensazioni fiscali e 395 milioni alle vincite nel settore dei giochi. Sono inoltre previsti 352 milioni in più per i consumi intermedi, inclusi gli aggi ai concessionari dei giochi e risorse per Forze armate, Forze di polizia e Vigili del fuoco.
Per il comparto giochi e scommesse, il bilancio stima un aumento di 807 milioni di euro delle entrate extratributarie e un incremento di 557 milioni delle risorse destinate ad aggi e vincite, in linea con la crescita delle entrate previste.
Il Rendiconto dello Stato 2025 registra 6,66 miliardi di euro di entrate fiscali dai giochi, sostanzialmente stabili rispetto al 2024 (-0,2%). I proventi di lotto, lotterie, bingo e scommesse sono invece cresciuti dell’1,9%, raggiungendo 22,71 miliardi di euro, con un aumento di oltre 428 milioni. cdn/AGIMEG









