Nuovo pronunciamento negli Stati Uniti sul controverso confine tra prediction market e scommesse sportive. Il giudice John McHale, della Corte Superiore della Contea di King, ha accolto la richiesta dello Stato di Washington di emettere un’ingiunzione preliminare nei confronti di Kalshi.
Secondo la valutazione compiuta dal tribunale in questa fase del procedimento, lo Stato ha dimostrato di avere probabilità di successo nella causa con cui contesta alla piattaforma l’offerta di contratti collegati a eventi sportivi in violazione delle leggi statali sul gioco.
Non si tratta ancora di una sentenza definitiva. L’ingiunzione preliminare costituisce infatti un provvedimento cautelare, destinato a disciplinare temporaneamente l’attività di Kalshi nello Stato di Washington mentre prosegue il giudizio nel merito.
L’ingiunzione non è ancora operativa
Il provvedimento non entrerà immediatamente in vigore. La Corte deve ancora definire nel dettaglio la sua formulazione, la portata delle restrizioni e le modalità con cui dovranno essere applicate.
Le parti avranno tempo fino al 3 agosto per presentare le rispettive proposte sul contenuto dell’ingiunzione. L’applicazione è prevista non prima del 5 agosto, anche se i tempi potrebbero subire ulteriori modifiche.
Tra i principali aspetti ancora da stabilire figura il sistema con cui Kalshi dovrà impedire agli utenti localizzati nello Stato di Washington di accedere ai contratti sportivi interessati dal provvedimento.
Il nodo della competenza federale
Al centro della controversia c’è la natura giuridica dei prodotti offerti da Kalshi. La società opera come designated contract market, un mercato regolamentato dalla Commodity Futures Trading Commission.
Kalshi sostiene che i propri contratti su eventi ricadano esclusivamente nel quadro normativo federale stabilito dal Commodity Exchange Act e che, di conseguenza, i singoli Stati non possano vietare prodotti ammessi alla negoziazione nell’ambito di tale regime.
Il giudice McHale ha però respinto, almeno in questa fase, la tesi secondo cui la normativa federale impedirebbe allo Stato di Washington di applicare le proprie disposizioni sul gioco.
Per la Corte gioco e mercati finanziari sono ambiti distinti
Secondo il tribunale, la regolamentazione del gioco e quella dei mercati dei derivati riguardano ambiti giuridici differenti. L’applicazione delle leggi dello Stato di Washington alle attività considerate gioco a livello locale non ostacolerebbe quindi l’obiettivo del Congresso di garantire una disciplina nazionale uniforme dei legittimi mercati finanziari.
La causa dello Stato, secondo questa impostazione, non mira a regolamentare direttamente un mercato federale, ma a far rispettare il divieto locale relativo alle scommesse sportive non autorizzate.
La Corte ha quindi ritenuto che Washington conservi, in questa fase del procedimento, il potere di intervenire sui contratti sportivi offerti ai propri residenti.
Una decisione ancora provvisoria
L’accoglimento dell’ingiunzione preliminare non equivale a un giudizio definitivo sull’illegalità dell’attività di Kalshi. Il provvedimento indica però che, secondo il giudice, lo Stato ha dimostrato una probabilità di successo nel merito sufficiente a giustificare l’introduzione di misure temporanee.
Kalshi potrà impugnare la decisione e continuare a difendere la propria posizione nel procedimento principale.
Washington si aggiunge così agli Stati che hanno ottenuto provvedimenti preliminari nei confronti della piattaforma. Decisioni analoghe sono state adottate anche in Massachusetts, Nevada e Michigan, nell’ambito di un confronto giudiziario sempre più ampio sulla natura dei contratti legati agli eventi sportivi.
La questione centrale resta ancora aperta: stabilire se questi prodotti siano strumenti finanziari sottoposti esclusivamente alla normativa federale oppure, nella sostanza, forme di scommessa soggette anche alle leggi sul gioco dei singoli Stati. sb/AGIMEG









