Il mercato illegale del gioco continua a rappresentare una delle principali criticità del comparto in Italia, nonostante il sistema regolamentato continui a garantire un elevato livello di canalizzazione e un importante contributo alle finanze pubbliche. È quanto emerge da un approfondimento pubblicato dal Corriere della Sera, che analizza il rapporto tra il mercato legale e quello non autorizzato.
Secondo il quotidiano, nel 2025 il gioco pubblico ha assicurato 11,5 miliardi di euro alle casse dello Stato, a fronte di una spesa dei giocatori pari a 21,6 miliardi di euro al netto delle vincite. Parallelamente, però, sulla base delle stime di Federconsumatori, il mercato illegale avrebbe raggiunto una raccolta di circa 37 miliardi di euro, corrispondente a una spesa di circa 4 miliardi.
Numeri che, evidenzia il Corriere della Sera, mostrano come il fenomeno dell’offerta non autorizzata continui ad avere dimensioni rilevanti, sottraendo risorse all’Erario e operando al di fuori del sistema di controlli previsto per il gioco pubblico.
Allo stesso tempo, il quotidiano sottolinea che l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto livello di canalizzazione verso il mercato regolamentato, un elemento che viene indicato come uno dei principali punti di forza del modello concessorio italiano.
Nell’approfondimento l’allarme di Agic (Associazione Gioco e Intrattenimento in Confindustria), che rappresenta Brightstar Lottery, Eurobet, Lottomatica e Flutter Southern Europe & Africa (Sisal, Snai e PokerStars). Il Corriere della Sera ricorda come l’associazione abbia più volte espresso preoccupazione per il rallentamento del percorso di riordino del gioco fisico, rimasto in sospeso dopo il confronto tra Governo, Regioni ed enti locali.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, Agic ritiene che il gioco legale rappresenti il principale strumento di contrasto ai comportamenti di gioco a rischio e all’offerta illegale, chiedendo il completamento del riordino e una revisione delle norme che disciplinano la distribuzione territoriale dei punti di gioco autorizzati. In particolare, l’associazione sostiene che gli attuali vincoli sulle distanze dai luoghi sensibili abbiano progressivamente ridotto la presenza dell’offerta legale in molte aree del Paese, con il rischio di favorire il ricorso ai circuiti non autorizzati.
L’analisi del Corriere della Sera riporta così al centro del dibattito il tema dell’equilibrio tra tutela dei giocatori, contrasto all’illegalità e assetto del mercato regolamentato, in un momento in cui il riordino del gioco fisico resta ancora uno dei principali dossier aperti per il comparto. sb/AGIMEG










