E’ stato presentato oggi, dal Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Enzo Serata, il Rapporto Annuale sull’attività svolta dall’Unità nel 2025.
Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) alla UIF sono tornate a crescere (+11,5%), trainate soprattutto da banche telematiche, truffe e frodi informatiche. In aumento anche le segnalazioni provenienti dagli operatori non finanziari, in particolare commercio dell’oro, valute virtuali e soprattutto prestatori di servizi di gioco (+13,3%), mentre i professionisti restano stabili.
Il settore del gioco è considerato ad alto rischio per riciclaggio e irregolarità, con criticità legate alla scarsa tracciabilità delle operazioni, uso di contanti, voucher e difficoltà nella profilazione della clientela. Le analisi UIF hanno evidenziato concentrazioni anomale, incassi di ticket vincenti in contanti e possibili interposizioni fittizie, anche con il coinvolgimento di esercenti.
Nel 2025 sono state ricevute 10.817 SOS dal comparto giochi. Sono emersi, inoltre, casi di utilizzo di criptoattività verso piattaforme di gioco online non autorizzate e di incassi non tracciabili in assenza di adeguati sistemi di identificazione.
UIF 2025: crescono le segnalazioni di operazioni sospette
“Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette inviate alla UIF hanno ripreso a crescere, dopo le riduzioni osservate nei due anni precedenti. L’aumento è derivato dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche, ed è stato per lo più collegato a truffe e frodi informatiche.
All’aumento dei flussi di banche e Poste si è contrapposto un calo di quelli degli altri intermediari finanziari. Il comparto degli operatori non finanziari registra un marcato incremento delle segnalazioni, principalmente ascrivibile ai soggetti attivi nel commercio di oro e nella fabbricazione e commercio di oggetti preziosi e agli operatori in valuta virtuale. Resta sostanzialmente stabile l’apporto dei professionisti, quasi interamente riferibile ai notai, mentre risultano in aumento le segnalazioni trasmesse dai prestatori di servizi di gioco”, si legge nella Relazione.
“L’attività ispettiva della UIF ha evidenziato carenze nell’adempimento degli obblighi propedeutici alla collaborazione attiva (onboarding, controllo costante del rapporto e conservazione delle informazioni) che hanno limitato la capacità di intercettare operazioni sospette. Permangono rischi significativi nei comparti degli operatori di gioco e nel commercio dell’oro legati a limiti nella tracciabilità delle operazioni e nella profilatura della clientela”, aggiunge.
I numeri
“Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) ricevute dalla UIF sono aumentate dell’11,5%, invertendo la tendenza osservata nei due anni precedenti”. “. Resta sostanzialmente stabile la quota dei professionisti (6,4% del totale), quasi interamente riferibile ai notai (6,2%), mentre risultano in aumento le segnalazioni trasmesse dai prestatori di servizi di gioco (+13,3%)”, specifica.
Nel 2025 le segnalazioni ricevute dai prestatori dei servizi di gioco sono state 10.817, contro le 9.547 del 2024.
SOS a basso rischio
“Si riscontra una minore quota di SOS classificabili a rischio di riciclaggio basso o nullo, secondo le usuali due classi A e B4: tali segnalazioni sono il 18,9% del totale rispetto al 20,4% del 2024, con una prevalenza delle SOS di tipo B (13%). La percentuale di SOS a basso rischio di banche e Poste (16%) si pone leggermente sotto il dato generale; quella degli altri intermediari e operatori finanziari è stata del 17,8%, con differenze tra le quote ascrivibili a IMEL (11%), in cui si osserva la crescita delle segnalazioni riportanti anomalie su conti di impresa e soggetti indagati dall’Autorità giudiziaria (AG), e IP (26,7%), le cui SOS riguardanti le frodi fiscali e la presenza di nominativi già noti alle autorità presentano un forte calo.
In lieve aumento la percentuale di SOS a basso rischio per le PA (10,3%), mentre rimane stabile quella dei prestatori di servizi di gioco, pari al 25,1%”, si legge ancora.
La metodologia
“Le analisi aggregate (c.d. di terzo livello) sono state impiegate per il trattamento di un ampio insieme di segnalazioni accomunate da elementi operativi, soggettivi o geografici ricorrenti, osservate anche tramite elaborazioni di tipo reticolare. Nel comparto dei giochi tali approfondimenti hanno evidenziato concentrazioni operative anomale in specifici punti vendita e sale dedicate.
Le analisi hanno rilevato frequenti riscossioni in contante di tickets vincenti e la presenza di gruppi di soggetti collegati, suggerendo possibili condotte di interposizione fittizia o l’utilizzo dei tickets per giustificare fondi di origine illecita, talvolta con il coinvolgimento degli stessi esercenti, che potrebbero aver favorito tali condotte omettendo o non espletando correttamente gli obblighi di identificazione dei clienti”, continua.
Criptoattività e piattaforme di gioco non autorizzate
“L’analisi delle segnalazioni – prosegue il Rapporto – ha evidenziato anche trasferimenti di criptoattività verso addresses riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate sul territorio nazionale. Tali operatività, oltre a costituire un indicatore di rischio elevato, configurano condotte penalmente rilevanti in quanto riconducibili alla partecipazione a sistemi di gioco abusivi ai sensi dell’art. 4 della L. 401/1989 e s.m.i.”.
L’attività ispettiva e di controllo cartolare
“Nel 2025 la UIF ha avviato 20 ispezioni, di cui 18 a carattere generale e due mirate. Sono stati conclusi sette accertamenti avviati nell’anno precedente, di cui quattro cartolari. La UIF ha collaborato con la Banca d’Italia e con le altre autorità di vigilanza di settore, nonché con la Guardia di Finanza, nell’ambito delle rispettive attività di controllo. Personale dell’Unità ha partecipato a una campagna tematica della Banca d’Italia di approfondimento dei sistemi di monitoraggio transazionale presso alcune banche significative”, aggiunge.
“Nei comparti non finanziari sono emerse carenze nelle procedure di adeguata verifica e criticità nell’individuazione di operazioni sospette, nonché sotto il profilo della qualità delle segnalazioni inoltrate alla UIF. Un settore particolarmente a rischio è quello dei giochi e delle scommesse, che in Italia rappresenta una componente significativa dell’economia nazionale. Le SOS provenienti dal comparto sono state 10.817 nel 2025, in aumento del 13,3% rispetto al 2024, non sempre affiancato da un miglioramento della loro qualità.
I controlli presso una casa da gioco hanno evidenziato che il mancato collegamento tra i dati identificativi dei clienti e le operazioni di acquisto di mezzi di gioco o di incasso di vincite in contanti – in attesa dell’emanazione degli standard tecnici previsti dall’art. 54, co. 1, del D.lgs. 231/2007 – ha reso la maggior parte degli incassi registrati non tracciabile e, di conseguenza, non monitorabile ai fini della normativa AML/CFT”.
Il comparto degli operatori di gioco – I controlli e le iniziative dell’Unità
“Gli accertamenti ispettivi condotti dall’Unità negli ultimi anni hanno evidenziato diffuse carenze negli assetti preordinati alla collaborazione attiva con riferimento a regolamentazione interna, adeguata verifica e monitoraggio transazionale.
In sede di adeguata verifica e profilatura della clientela, non è stato dato sufficiente rilievo a fattori di rischio ricorrenti come, ad esempio, i volumi operativi dei clienti, il ricorso significativo a operazioni in contanti anche frazionate, pregresse segnalazioni alla UIF ovvero richieste da parte di pubbliche autorità. In molti casi l’attribuzione di un rischio più elevato non ha determinato l’adozione di misure di verifica rafforzata. Sono risultati assenti i contributi all’iter segnaletico da parte della rete di vendita, stanti la mancanza di controlli adeguati e di efficaci iniziative di formazione da parte dei concessionari. È emerso un cospicuo utilizzo di ricariche in contanti e mezzi assimilabili (quali voucher e on-shop), anche per alimentare conti di gioco, in alcuni casi in assenza di controlli sul rispetto dei limiti all’utilizzo del contante previsti dall’art. 49, co. 1, del D.lgs. 231/2007. Si rendono necessarie ulteriori iniziative per migliorare il processo di selezione delle segnalazioni, affidato a logiche prevalentemente oggettive, e per elevarne la qualità. Elemento critico è la mancata adozione, da parte dei concessionari di gioco, di indicatori idonei a cogliere legami operativi non giustificati tra giocatori o tra questi ultimi e i punti vendita.
Il ricorso a sistemi avanzati per la rilevazione delle anomalie, orientati alla valorizzazione anche del profilo soggettivo dei giocatori, potrebbe favorire un miglioramento qualitativo della collaborazione attiva.
L’Unità ha organizzato a dicembre 2025 un seminario per approfondire i profili critici sopraesposti e per sensibilizzare il settore sul corretto adempimento degli obblighi segnaletici, cui hanno partecipato rappresentanti degli operatori e delle altre autorità competenti. Sono emerse proposte utili per coinvolgere efficacemente la rete di vendita nel processo segnaletico”, aggiunge.
La comunicazione esterna
“Tra le iniziative nazionali si segnalano le docenze a corsi organizzati dalla Polizia di Stato, dal Ministero dell’Economia e delle finanze, dalla Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione e il workshop fra esponenti del settore Sicurezza di Enel Spa e della UIF sui fenomeni delinquenziali nel settore delle commodities energetiche. Continua la collaborazione con Atenei italiani ed esteri e con enti locali, tra cui l’Università di Torino e Unisalento, il comune di Milano e la Città metropolitana di Roma.
È stata inoltre proposta la consueta edizione “la UIF incontra i segnalanti”, nonché iniziative formative e workshop rivolti ai soggetti obbligati e in particolare fiduciarie, SGR, operatori professionali in oro, operatori di gioco e ordini professionali. La UIF ha partecipato a numerosi incontri a livello internazionale organizzati da Consiglio d’Europa, AMLA, Academy of European Law, World Customs Organisation e Banking Association for Central and Eastern Europe”, continua.
Autorità di vigilanza
“Sono stati condivisi con il Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) i risultati di un’ispezione presso una società fiduciaria non iscritta nella sezione separata dell’albo ex art. 106 TUB nonché con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli gli esiti delle verifiche condotte presso prestatori di servizi di gioco”, conclude.
Enzo Serata (UIF): “Rischi di riciclaggio evolvono con IA, digitale e criptoattività”
“Nel 2025 sono state condotte 20 ispezioni, spesso in coordinamento con altre autorità e destinate a categorie eterogenee di segnalanti, metà dei quali appartenenti al settore non finanziario. Le ispezioni ampliano la conoscenza su settori innovativi al di fuori della finanza tradizionale, migliorando l’efficacia complessiva dell’azione; forniscono ai soggetti obbligati una preziosa occasione di confronto diretto utile a comprendere le modalità e gli standard qualitativi richiesti nella collaborazione attiva.
Il settore dei giochi e delle scommesse è un esempio emblematico. Le verifiche condotte dall’Unità hanno rilevato carenze nel contributo delle reti di vendita fisica all’iter segnaletico, anche per l’assenza di adeguate iniziative formative e di controllo da parte dei concessionari”. Lo ha sottolineato il Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Enzo Serata, durante l’evento di presentazione del Rapporto.
“I fattori di rischio tradizionali individuati dall’Analisi Nazionale dei rischi – tra i quali corruzione, estorsione, evasione fiscale, narcotraffico, reati societari, gioco d’azzardo, traffico illecito di rifiuti, truffa e usura – assumono nuove connotazioni a seguito dell’innovazione finanziaria e tecnologica: l’aumento delle transazioni online, l’espansione dei servizi digitali, l’innovazione nei servizi di pagamento e l’affermarsi dell’intelligenza artificiale hanno trasformato i rischi esistenti, contribuendo ad accrescere la complessità delle attività criminali. In un ampio spettro di fenomeni di riciclaggio le analisi condotte hanno evidenziato collegamenti con contesti di criminalità organizzata”, ha aggiunto.
“Le criptoattività risultano sempre più utilizzate a fini di riciclaggio; diverse analisi hanno evidenziato trasferimenti su reti decentralizzate di proventi illeciti, spesso legati a reati informatici, nonché operazioni verso indirizzi riconducibili a piattaforme di gioco online non autorizzate”, ha concluso.
QUI il Rapporto integrale. cdn/AGIMEG












