“Il tanto atteso riordino del gioco? Una occasione mancata. Il Parlamento con la legge 111/2023 ha conferito al Governo la delega a ridisegnare il perimetro del gioco pubblico secondo principi e criteri direttivi che il legislatore delegato avrebbe dovuto attuare.
Si è data attuazione al riordino del gioco online con il D.L. 25 marzo 2024 n.41 non senza alcune criticità. L’inserimento nel testo di una limitazione al diritto soggettivo ovvero di una disposizione non richiesta dalla Legge di Delega sul limite di ricarica in contanti di 100 euro sta tuttora creando non pochi problemi di tenuta del mercato legale. Aggiungo che L’albo dei PVR voluto dalla riforma è tuttora sospeso dal Consiglio di Stato e le regole tecniche ugualmente sospese fino a novembre 2026. Parlare di piena attuazione del riordino del gioco online è un eufemismo”. Lo ha sottolineato l’avvocato Antonio Guitto, vice presidente dell’AGSI.
Analogia con i balneari
“Le cose non vanno meglio sul fronte del riordino del gioco fisico. Il Sole 24 ore ci racconta di mancate intese con le Regioni, di un Governo intenzionato a lasciar scadere la delega del 29 agosto, dell’arrivo di una nuova proroga onerosa di ulteriori due anni e probabilmente di una procedura d’infrazione dalla Comunità Europea.
L’analogia con i balneari è molto forte, entrambe le concessioni sono in proroga da oltre un decennio e letteralmente in un cul de sac. I balneari vorrebbero rinnovare automaticamente i vecchi affidamenti mentre Concessionari, Gestori ed Esercenti del settore dei giochi pubblici invocano una buona riforma e immediate Gare Pubbliche improntate ad equità e concorrenza”, ha aggiunto.
Il nodo irrisolto dell’intesa in Conferenza unificata Stato-Regioni
”Dal 2017 dove pure una intesa venne sottoscritta ma non ratificata dal MEF non sono stati fatti passi in avanti. L’attuale Governo nel riprendere il confronto con gli Enti locali ha dichiarato di voler ripartire da quegli accordi attualizzandoli per dare piena esecuzione ad una riforma ormai ineludibile. Ricordo che uno dei capisaldi dell’intesa raggiunta nel 2017 era quello della riduzione dell’offerta.
Questo è il vero argomento del contendere, ci vuole un cambio di prospettiva. Il MEF non può limitarsi a proporre un riordino senza ridurre la distribuzione delle reti di raccolta anzi proponendo la fotografia istantanea dell’attuale rete. Non si può sostenere che una razionalizzazione e riduzione della rete distributiva comporti automaticamente la diminuzione del gettito. La progressiva contrazione del gettito la avremo senz’altro se lasciassimo ancora l’attuale anarchia regolamentare di Regione e Comuni. Se la riforma non arriva in tempi rapidi si rischia una progressiva ed inevitabile espulsione del gioco dai territori”, ha sottolineato.
Riordino del gioco fisico: “Serve una rete più qualificata e sostenibile”
“E’ evidente che se tu riduci il numero dei punti vendita li riqualifichi e li redistribuisci in maniera omogenea e razionale sui territori i consumatori si riposizioneranno e si eviteranno quegli eccessi di concentrazione dell’offerta di gioco che in alcune aree del nostro paese è diventata insopportabile tanto da far crollare il gradimento reputazionale del nostro settore. Ormai i punti dove a vario titolo si vende gioco pubblico in Italia hanno largamente superato il numero di farmacie, supermercati, sportelli bancari e distributori di carburanti anche se la raccolta complessiva del gioco fisico raggiunge solo il 40% del totale.
Se vogliamo assicurare un futuro alla rete fisica ed ai tanti esercenti, gestori e tabaccai bisogna affrontare il riordino con pragmatismo e senza ideologismi. Le proroghe serviranno solo a coloro che hanno interesse al progressivo svilimento della rete terrestre a beneficio dell’offerta online. Non basta mettere sul piatto una compartecipazione al gettito ma è necessario spostare il confronto con gli Enti locali sul tema della sostenibilità, abbandonando le dispute anacronistiche su luoghi sensibili, distanze ed orari. Lavorare ad un piano di distribuzione regionale che consenta una pianificazione compatibile con lesigenze locali. Una rete razionalmente definita, distribuita, certificata, ordinata e con elevati standard qualitativi”, ha concluso. cdn/AGIMEG










