Rimini, attività di gioco e scommesse vicino ai luoghi sensibili: chiusi o trasferiti quasi tutti gli esercizi non conformi

A dieci anni dall’avvio del percorso normativo previsto dalla legge regionale Emilia-Romagna n. 5/2013, integrata dalla L.R. 18/2016 e dalla DGR 831/2017, il Comune di Rimini ha voluto riepilogare gli interventi sull’applicazione delle norme che regolano la presenza di sale gioco, sale scommesse e apparecchi da intrattenimento vicino ai luoghi sensibili.

La normativa vieta l’apertura di nuovi esercizi dedicati al gioco e alle scommesse entro 500 metri da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie, centri di aggregazione giovanile e altri luoghi frequentati da minori o soggetti vulnerabili. Gli esercizi già esistenti non conformi sono stati progressivamente chiamati a cessare l’attività di gioco o a trasferirsi in aree consentite.

Gli interventi caso per caso

Secondo il quadro aggiornato, la fase operativa più significativa è stata completata: quasi tutti gli esercizi collocati entro la distanza minima hanno cessato l’attività o si sono delocalizzati. Per i corner scommesse con attività non esclusiva, presenti soprattutto nelle tabaccherie, il percorso risulta concluso. Su 13 esercizi censiti, uno solo era già conforme; gli altri hanno ricevuto provvedimenti di cessazione e, dopo una fase di ricorsi al TAR poi abbandonati dagli stessi esercenti, hanno ottemperato agli ordini comunali. La Questura di Rimini ha confermato la chiusura di tutte le posizioni non conformi.

sala scommesse

Più articolata la situazione delle sale scommesse con attività esclusiva. Delle 23 censite, 18 si trovavano entro i 500 metri dai luoghi sensibili. Per tutte sono stati adottati provvedimenti di cessazione dell’attività, con possibilità alternativa di presentare domanda di delocalizzazione. Nove esercizi hanno scelto di trasferirsi in altri Comuni della Regione.

Resta invece ancora aperto il capitolo relativo a sale giochi ed esercizi pubblici con apparecchi AWP e VLT. In questi casi la normativa non prevede la chiusura dell’attività principale né il trasferimento dell’esercizio, ma la rimozione degli apparecchi nei locali collocati entro la distanza regolamentare. La scadenza originaria, fissata al 31 dicembre 2022, è stata più volte prorogata e, con la legge di bilancio 2025, è stata spostata al 31 dicembre 2026.

La proroga interessa 19 sale giochi e circa un centinaio tra esercizi pubblici, tabaccherie e altri locali aperti al pubblico. sm/AGIMEG