Euronews: UE valuta tassa del 3% sul gioco online per finanziare il bilancio 2028-2034

Una tassa sul gioco online per finanziare il bilancio a lungo termine dell’Unione europea. È questa una delle ipotesi al vaglio di Bruxelles che, secondo un documento riservato della Commissione europea condiviso con gli Stati membri e visionato da Euronews, starebbe ottenendo un ampio sostegno da parte dei governi nazionali.

Come funzionerebbe il prelievo del 3% sul gioco online

L’ipotesi al vaglio prevede un prelievo del 3% sul fatturato netto del settore del gioco online, dal quale Bruxelles conta di ricavare in media circa 1,9 miliardi di euro l’anno nel periodo 2028-2034. La stessa Commissione precisa che si tratta di una stima prudenziale, ancorata ai prezzi del 2025 e costruita sull’assunto di una crescita del comparto in linea con quella dell’economia.

L’esecutivo comunitario riconosce inoltre un ostacolo di fondo, dato che nell’Unione non esiste una definizione condivisa di gioco e manca un criterio uniforme per tassarlo. Sul piano applicativo restano quindi aperte più strade, perché l’imposta potrebbe gravare sui margini o sui ricavi degli operatori online oppure ricadere in modo indiretto sui giocatori, modulandosi sull’intensità della loro attività.

Il sostegno dei governi e l’ostacolo di Malta

Tra le diverse imposte ipotizzate per alimentare il prossimo bilancio, quella sul gioco online è la sola ad aver già raccolto un consenso concreto tra i Paesi membri. Un sostegno che dovrà però fare i conti con la ferma opposizione di Malta, dove ha sede la maggior parte degli operatori di scommesse del continente.

Il prelievo rientra nel pacchetto delle cosiddette “risorse proprie“, le nuove entrate con cui la Commissione punta a finanziare il bilancio settennale 2028-2034. Gran parte delle ipotesi contenute nella proposta iniziale si è arenata davanti alla resistenza degli Stati, chiamati a pronunciarsi all’unanimità, e a riportare al centro il tema della tassazione è stato lo scorso aprile il Parlamento europeo con un’apposita risoluzione. Nei giorni scorsi il commissario al Bilancio Piotr Serafin ha avvertito i governi che senza progressi sulle risorse proprie un bilancio ambizioso resterà fuori portata.

Secondo la Commissione, l’imposta sul gioco finirebbe per gravare in larga parte sulle stesse società già individuate dalla tassa societaria della proposta originaria, il progetto CORE (Corporate tax for Europe) finora osteggiato dagli Stati contrari ad allargare il prelievo sulle imprese.

Scommesse sportive

Il quadro del bilancio UE

Il gioco online è una delle voci di un pacchetto fiscale più ampio, che comprende anche un prelievo sui servizi digitali e uno sulle cripto-attività e che, nel complesso, potrebbe assicurare al bilancio comunitario quasi 11 miliardi di euro l’anno. La trattativa sul bilancio 2028-2034, avviata nel luglio 2025 con una proposta da 2.000 miliardi di euro, dovrebbe chiudersi entro la fine del 2026, con un primo testo di compromesso atteso già nella prima metà di giugno, salvo i rinvii che alcune capitali non escludono. fp/AGIMEG