Il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari del Gruppo Malpensa, dal mese di gennaio 2026, hanno intensificato l’azione di contrasto alla contraffazione. Il tutto grazie ad una serie di controlli congiunti, volti ad intercettare l’introduzione nello Stato di prodotti recanti marchi falsamente apposti in violazione delle normative a tutela della proprietà industriale e della sicurezza dei consumatori.
L’analisi approfondita dei flussi dei passeggeri e delle merci, l’impiego di scanner di ultima generazione, dotati di sistemi di intelligenza artificiale e l’esperienza operativa maturata dal personale hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro complessivamente 7.000 articoli contraffatti. Circa 700 i pezzi, in larga parte occultati all’interno dei bagagli a mano e da stiva rinvenuti durante i controlli sui passeggeri provenienti da rotte extra-UE, mentre altri 6.300 pezzi sono stati sequestrati nell’ambito delle verifiche svolte presso i magazzini dei corrieri Cargo e Postali del sedime Aeroportuale.
Gli articoli sequestrati, borse in pelle e capi di abbigliamento riproducenti senza alcuna autorizzazione marchi notori del comparto della moda e del lusso, di diversa provenienza, riconducibili sia a snodi logistici del continente africano (Nigeria, Marocco ed Egitto) sia ai poli manifatturieri dell’Estremo Oriente (Cina, Singapore, Thailandia e Hong Kong) erano destinati ad alimentare il mercato della contraffazione sul territorio nazionale. La stima del valore commerciale dei prodotti originali è superiore ai 2,4 milioni di euro.
Una volta espletati le operazioni di sequestro, non essendo stato possibile ricondurre le spedizioni a soggetti specifici, sono state presentate 15 denunce contro ignoti alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, per le violazioni di cui agli articoli 473, 474 e 517-ter del Codice penale, nonché delle disposizioni del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) e del D.Lgs. 26 settembre 2024, n. 141, recante revisione del sistema sanzionatorio in materia doganale.
L’attività svolta rientra nel quadro di un più ampio piano di rafforzamento dei controlli in materia di sicurezza dei prodotti e di prevenzione degli illeciti doganali. Gli obiettivi da raggiungere sono la tutela degli interessi erariali dello Stato, della concorrenza leale tra gli operatori economici, della proprietà industriale dei titolari dei marchi e del consumatore finale. Quest’ultimo risulta esposto a rischi connessi sia alla mancata corrispondenza agli standard di sicurezza e qualità delle merci, sia all’utilizzo di materiali e sostanze non conformi alle normative europee e nazionali.
Al momento, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e in ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo nel caso in cui sopraggiunga una sentenza irrevocabile di condanna. ap/AGIMEG.










