Sono in pieno svolgimento al Mediterranean Conference Centre i lavori del NEXT.io Valletta 2026, uno degli appuntamenti B2B più attesi dall’industria internazionale dell’iGaming.
La manifestazione, in scena il 27 e 28 maggio, ha riunito operatori, fornitori tecnologici, affiliati e investitori per due giornate dedicate a sviluppo del business, innovazione e partnership strategiche, superando secondo gli organizzatori i 6.000 delegati. La scelta di Malta non è casuale: l’isola resta uno dei principali hub europei del gaming online, forte di un ecosistema specializzato e di un quadro normativo consolidato.
Il Brasile come nuova frontiera delle acquisizioni
Nella sessione di apertura dedicata agli investimenti i relatori hanno fatto il punto sulle operazioni di fusione e acquisizione.
Per Steve Schrier, alla guida della società di consulenza Sales Tribe, le mutate aspettative regolatorie incidono sulle valutazioni, soprattutto nel B2B: “Il profilo regolatorio di queste aziende è cambiato profondamente, e per chi le ha costruite diventa sempre più arduo strappare in fase di uscita i multipli che si attendeva. Il rallentamento delle operazioni è reale, ma per gli operatori si sta delineando un paradigma del tutto inedito“, ha spiegato.
Il mercato brasiliano, regolamentato dal gennaio 2025, sta offrendo numerose opportunità di M&A nonostante l’incertezza regolatoria e politica. Dimensioni e prospettive di crescita continuano ad attrarre operatori e investitori da Europa, Nord America e Asia, ma chi vuole entrare ha sempre più bisogno di competenze e strutture già operative. Secondo Schrier, qualora il Brasile arrivasse ai circa 11 miliardi di dollari di ricavi lordi da gioco stimati, “diventerebbe una piazza che nessun operatore potrà permettersi di trascurare“.
I prediction market al centro del dibattito su vincitori e perdenti
In un panel moderato dal managing director di NEXT.io Pierre Lindh, con Tim Heath di Yolo Group, il chief product officer di Evolution Todd Haushalter e Robin Reed di Happy Hour, l’attenzione si è concentrata sulla crescita dei prediction market e sulle forze che si schierano contro di essi. L’allarme più netto è arrivato da Haushalter, secondo cui nei prossimi dodici mesi i tribunali o il Congresso USA potrebbero colpire duramente l’attività legata allo sport negli Stati Uniti. Una pronuncia della Corte d’appello del Nono Circuito, ha ipotizzato, potrebbe vietare le scommesse sportive su questi mercati, con “la capitalizzazione di Kalshi che ne uscirebbe ridimensionata anche della metà” e l’obbligo di interrompere subito l’offerta sportiva in tutti gli Stati di quella giurisdizione, dalla California al Nevada fino ad Arizona, New Mexico, Hawaii e Alaska.
Di segno opposto la lettura di Reed, secondo cui reprimere i prediction market spingerebbe semplicemente il trading verso l’estero o sulle criptovalute. “Le scommesse sulla politica statunitense non si fermerebbero, migrerebbero altrove, sui binari delle crypto“, ha argomentato, definendo un errore bloccarle proprio mentre si presenta l’occasione di guidare il settore e regolamentarlo in modo responsabile.
Heath ha indicato Polymarket e Kalshi tra i protagonisti dei prossimi dodici mesi, destinati a crescere a scapito degli operatori con licenza grazie a un’interfaccia migliore, all’integrazione legale delle crypto e all’assenza di tassazione statale, tanto che “il loro nome sta entrando nel linguaggio quotidiano alla stregua di un verbo, come già accaduto con Google“. Lo stesso Heath ha però sollevato dubbi sulla sostenibilità del modello, paragonandolo al declino del poker online: solo una minima quota degli iscritti a Kalshi chiude in attivo, e “quando il pubblico generalista capirà di non poter battere il mercato finirà per rivolgersi ad altro“.
Lindh ha ricordato che Kalshi ha raggiunto una capitalizzazione di 22 miliardi di dollari e Polymarket ha raccolto capitali su una valutazione di 15 miliardi, cifre che superano i valori di operatori quotati affermati e in forte calo nell’ultimo anno.
Le nuove regole del gaming italiano
Al mercato italiano e alla sua riforma è stato dedicato il panel “The new rules of Italian gaming“, andato in scena oggi a Valletta. Nigel Zarb, Group Head of Compliance di LeoVegas, ha letto le riforme italiane alla luce dell’equilibrio tra tutela del giocatore e sostenibilità del settore. “Si è aperta una fase legislativa nuova: se prima il tema era soltanto regolare il mercato, adesso abbiamo di fronte una delle riforme più profonde che il comparto ricordi“, ha osservato.
Per anni, ha aggiunto confrontando l’Italia con altri Paesi, il sistema italiano ha fatto perno su una forte protezione dei giocatori. Pur giudicando indispensabili regole e controlli, Zarb ha rivendicato i margini di manovra ancora presenti nel modello italiano e ha chiuso con un richiamo all’equilibrio: “Lo scontro non serve a nessuno, va costruito un assetto che protegga chi gioca senza bloccare la crescita del settore“.
Sullo stesso terreno si è mosso Antonio Valicenti, Senior Legal & Compliance Manager Italy di Betsson Group, che ha tracciato un primo bilancio a un anno dall’avvio del nuovo sistema delle concessioni, segnato da una netta concentrazione del comparto:
“Dodici mesi dopo i concessionari si sono ridotti parecchio: oggi a operare sono in 52, dentro un mercato decisamente più stretto“. Proprio il minor numero di concessionari, ha proseguito, ha favorito un rapporto più ravvicinato con le istituzioni: “Con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il dialogo è cresciuto molto“, ha sottolineato, riconoscendo all’ADM anche una certa elasticità nell’applicazione delle nuove regole tecniche.
Sul fronte della tutela del consumatore, ha ricordato che le nuove procedure di autoesclusione e diverse misure di protezione dei giocatori sono già attive o comunque già da presidiare. Al tempo stesso, ADM ha concesso agli operatori maggiore flessibilità sulla piena implementazione tecnica dei nuovi sistemi e sul completamento delle relative certificazioni, con termine fissato al 13 novembre 2026.
Il bilancio resta positivo: “Quello che vediamo è un mercato in espansione, avviato a diventare un punto di riferimento per tutta l’Unione Europea“, ha concluso, additando il modello italiano come possibile termine di paragone per l’iGaming europeo.
La leadership secondo Spajic, CEO di Allwyn
Kresimir Spajic, CEO di Allwyn Digital, ha messo al centro del suo intervento un’idea precisa: le qualità decisive per guidare un’azienda non nascono sul posto di lavoro: “Quando si maturano leadership, resilienza e spirito competitivo, le si può trasferire in qualsiasi campo, dall’istruzione allo sport fino al gaming“.
A fare la differenza, nel suo racconto, è la natura stessa della pressione. “Nel calcio la tensione si concentra in novanta minuti, mentre alla guida di un’organizzazione si risponde delle persone ogni giorno. Quando guidi un’organizzazione non disponi mai del cento per cento delle informazioni, servono intuito, ascolto del team e capacità di adattarsi in fretta“, ha aggiunto.
Malta hub globale del gioco online
L’isola conta oggi oltre 300 operatori di gioco online, circa 14.000 occupati e un contributo pari al 6% del valore aggiunto lordo nazionale. fp/AGIMEG










